menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il palazzo di Provincia, sede della Prefettura

Il palazzo di Provincia, sede della Prefettura

"La parentela con condannati non giustifica interdittiva antimafia", il Tar riabilita azienda

L'impresa aveva fatto ricorso contro il provvedimento adottato dalla Prefettura di Agrigento dopo il diniego dell'iscrizione alla "white list"

Il solo legame di parentela non basta a giustificare una interdittiva antimafia: azienda di Favara vince ricorso contro la Prefettura di Agrigento.

I fatti risalgono al maggio 2019, quando un'azienda, asstita dagli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, si era rivolta al tribunale amministrativo regionale per ottenere l’annullamento e la sospensione del provvedimento con il quale l'ufficio territoriale del Governo aveva respinto la propria richiesta di rinnovo dell’iscrizione alla “white list”, cioè l’elenco delle imprese autorizzate a contrarre con la Pubblica Amministrazione, ed emesso, nei confronti della medesima, un’informativa interdittiva fondata esclusivamente sull’esito di un procedimento penale nei confronti di due stretti congiunti (padre e fratello) della legale rappresentante della stessa società. Il ricorso era finalizzato anche ad impugnare i provvedimenti da parte di Anac e Libero consorzio comunale di Enna connessi.

Il Tar, dopo aver accolto il giudizio in sede cautelare, è adesso entrato nel merito, pronunciandosi definitivamente sul ricorso e sui motivi aggiunti e, con sentenza di accoglimento, ha annullato i provvedimenti impugnati, rilevando - in adesione alle tesi dei difensori - l’assenza di qualsiasi valutazione sulla effettiva e attuale rilevanza della sentenza di condanna emessa nei confronti dei soggetti conviventi con le due socie dell’impresa colpita dal provvedimento interdittivo rispetto ad un possibile condizionamento della criminalità mafiosa sull’attività di impresa. 

Insomma, in fase di firma dell'interdittiva, gli unici elementi presi in considerazione dalla prefettura erano costituiti dalla sentenza stessa, senza riferimento ad alcun elemento concreto da cui poter presumere un pericolo, quantomeno potenziale, di una infiltrazione da parte della criminalità organizzata.

Pertanto, per effetto del pronunciamento del Tar, l’impresa favarese potrà conseguire l’iscrizione nella "white list".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Apre lo "Sportello di ascolto solidale": aiuterà anche le famiglie

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento