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Totò Cuffaro

Totò Cuffaro

"Voto di scambio", le intercettazioni: Cuffaro promise posti di lavoro

I carabinieri: "Dal contenuto delle conversazioni telefoniche intercettate si evinceva che il Cuffaro è ancora uno degli esponenti politici del territorio siciliano, capace di far confluire voti in favore dei candidati da lui individuati"

Totò Cuffaro, ex governatore della Regione Sicilia, avrebbe promesso posti di lavoro in cambio di voti a Filippo Maria Tripodi, alle ultime regionali. Tripodi è stato un candidato non eletto nella lista Popolare e autonomisti. Per questo motivo, Cuffaro è indagato per corruzione elettorale. Emerge - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - da una informativa dei carabinieri della compagnia di Termini Imerese al pm Annadomenica Galucci che è il titolare dell'inchiesta "Voto connection". Inchiesta che è incentrata su un presunto giro di voto di scambio organizzato durante le amministrative di Termini Imerese e le regionali del 2017. 

L'informativa riporta intercettazioni su telefonate di Cuffaro. "Dal contenuto delle conversazioni telefoniche intercettate si evinceva - scrivono i carabinieri, stando sempre a quanto riporta il Giornale di Sicilia, - che il Cuffaro è ancora uno degli esponenti politici del territorio siciliano, capace di far confluire voti in favore dei candidati da lui individuati". "So che è reato promettere posti di lavoro in cambio di voti e so di non aver promesso nessun posto di lavoro all'Ars e so anche di non avere nessun potere" - ha replicato, sempre fra le colonne del Giornale di Sicilia, l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro. 

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