Consorzio Voltano, prime riunioni "carbonare" per valutare la liquidazione

Alcuni sindaci si sono incontrati ieri mattina ad Agrigento in vista della seduta di Assemblea dei soci prevista per fine mese

La Voltano è stata condannata a "morte"? Prima il retroscena: ieri, poco prima dell'inizio del tavolo tecnico tra Comune di Agrigento e Anas sul futuro del viadotto Akragas II, i cronisti hanno visto sgattaiolare fuori dalla stanza del sindaco diversi primi cittadini che, con passo lesto e senza scambiare una parola con i giornalisti presenti, si sono allontananti di gran fretta.

Cosa erano andati a discutere? Questo si scopre oggi: Firetto aveva convocato una riunione informale sul destino del consorzio acquedottistico Voltano, dal quale il capoluogo ha manifestato di voler recedere già nel 2016, quando, il Consiglio comunale approvò la richiesta avanzata dall'amministrazione.

Il recesso, però, a Firetto sembra proprio non bastare. Così, ieri, ha iniziato a discutere con gli altri sindaci della possibilità di una messa in liquidazione della società, che oggi non gestisce più fonti idriche (consegnate a Girgenti Acque) ma ha comunque un pacchetto di utenze e, soprattutto, è stato per lungo tempo vista come un valido strumento per sostituire la società di Marco Campione in occasione di un eventuale processo di ripubblicizzazione del servizio idrico.

La linea della liquidazione (ipotesi che formalmente sarà affrontata a fine mese durante un'apposita seduta dell'Assemblea dei soci), attualmente, è sponsorizzata soprattutto da Firetto (il Comune teme soprattutto di doversi trovare a pagare i debiti di Voltano), che però non sarebbe l'unico a voler intraprendere questa strada, per quanto vi siano contestualmente comuni - di piccole dimensioni, in gran parte - che sarebbero invece convinti a mantenere la propria quota in prospettiva, dicevamo, di gestione diretta del servizio.

Insomma, il tavolo è ancora aperto e, checché ne dicano alcuni, niente è stato votato formalmente. C'è però una linea tracciata che non abbiamo idea di chi vorrà seguire, anche perché, sono pochi i Comuni che possono contare su una delibera di Consiglio comunale che consenta di cercare il recesso dalla società.

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