Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Il concorso sfuma per un volo cancellato, architetto sarà risarcito da Ryanair con 6 mila euro

Il tribunale con una sentenza innovativa ha riconosciuto il danno morale patito dal passeggero che non era riuscito a raggiungere Venezia per svolgere l'ultima prova della selezione. La compagnia si è difesa sostenendo che l'intoppo dipendeva da uno sciopero. "Era stato preannunciato 40 giorni prima, leso un diritto inviolabile"

Quel volo da Palermo a Venezia non era come tutti gli altri perché era quello che avrebbe dovuto consentire a un giovane architetto di sostenere l'ultima prova di un concorso pubblico nel Bellunese, dopo aver già superato brillantemente due scritti ed essere rimasto a contendersi il posto con altri sette colleghi. Quel volo Ryanair, però, era stato cancellato all'improvviso e all'ultimo momento, quando il passeggero era già al gate pronto per imbarcarsi: assieme all'annuncio dell'hostess, era così sfumata anche un'importante opportunità per l'architetto. Ma, con una sentenza innovativa, adesso la terza sezione del tribunale civile ha riconosciuto al malcapitato non solo il diritto al rimborso del biglietto - circa 100 euro - ma anche quello al risarcimento del danno morale derivato da quella cancellazione: Ryanair dovrà versargli circa seimila euro.

Il giudice Angela Notaro ha accolto le tesi dell'avvocato Francesco Carità, che assiste il passeggero e che, come riconosciuto dal tribunale, ha perso un'opportunità. Il danno causato "travalica il mero disagio per la cancellazione del volo - si legge infatti nella sentenza - e si ricollega alla lesione di un diritto inviolabile della persona, quale è la libertà personale di partecipare a un concorso pubblico in funzione del diritto al lavoro". Ryanair si è difesa sostenendo che la cancellazione del volo era stata determinata da cause non imputabili alla compagnia, nello specifico uno sciopero dei controllori di volo. Ma - come ha sostenuto la difesa - lo sciopero era stato preannunciato ben quaranta giorni prima e Ryanair avrebbe avuto quindi tutto il tempo di avvisare il passeggero, che così avrebbe potuto trovare un'altra soluzione per raggiungere Venezia.

Il 28 maggio del 2017, l'architetto si era presentato puntuale all'aeroporto di Punta Raisi, pieno di speranze per quel concorso che avrebbe potuto permettergli di diventare capo dell'ufficio tecnico dell'Unione montana di Comelico e Sapadda, nelle Dolomiti. Fino a quel momento le cose erano andate bene per lui: aveva superato i due scritti e gli mancava l'orale. Erano rimasti altri sette candidati, ma la graduatoria avrebbe avuto una valenza triennale e altri enti pubblici avrebbero potuto ricorrervi. Un'ulteriore possibilità di trovare un lavoro per il giovane.

Quando però il passeggero era ormai già al gate e stava per imbarcarsi sul volo delle 10.50 diretto a Venezia, la doccia fredda: la compagnia aveva annunciato la cancellazione. L'architetto aveva provato subito a cercare soluzioni alternative, ma senza esito. Aveva anche mandato una mail certificata alla commissione esaminatrice del concorso, spiegando l'accaduto e chiedendo che per lui la data della prova venisse spostata. La risposta era stata però negativa. Così il professionista, deluso, se n'era tornato a casa pensando ai suoi progetti sfumati in un attimo.

Il giovane aveva poi chiesto alla Ryanair il rimborso del biglietto e anche il risarcimento del danno patito, ma la compagnia irlandese aveva risposto che avrebbe restituito soltanto la somma spesa per l'acquisto dei biglietti, circa 100 euro, visto che alla base della cancellazione non ci sarebbe stata una sua inadempienza, ma uno sciopero. A quel punto, il passeggero aveva deciso di citare in giudizio Ryanair. Come ha dimostrato l'avvocato, la notizia dello sciopero non era arrivata certo all'improvviso quella mattina di fine maggio, ma era stata diramata addirittura il 19 aprile, cosa che avrebbe quindi consentito alla compagnia di informare per tempo il passeggero. Che, vista l'importanza di raggiungere Venezia proprio quel giorno e a quell'ora, avrebbe avuto anche modo di organizzarsi diversamente. Una tesi che ha pienamente convinto il giudice, che ha riconosciuto all'architetto il diritto al risarcimento dei danni morali e derivanti dalla perdita di chance.

"Il tribunale - afferma l'avvocato Carità - ha tutelato in toto le ragioni del mio assistito e ha stabilito importanti principi di diritto che orienteranno, in materia di obblighi informativi, il futuro comportamento delle compagnie aeree, che a volte non tengono conto delle esigenze di chi viaggia e che a causa della cancellazione di voli può perdere importanti occasioni lavorative e non solo".

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