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Giuseppe Tragna

Giuseppe Tragna

"Giuseppe Tragna fu vittima innocente di mafia", dopo 30 anni il riconoscimento del Ministero

Da oltre 18 anni la famiglia porta avanti una battaglia legale perchè fosse ristabilita la verità su quella vicenda

Ad oltre 30 anni dalla sua barbara uccisione e dopo 19 anni di battaglia legale condotta dalla famiglia con composta determinazione, lo Stato ha riconosciuto Giuseppe Tragna, direttore dell’Agenzia 2 della Banca Popolare Sant’Angelo di Agrigento, quale vittima della criminalità organizzata.

Tragna venne freddato il 18 luglio del 1990 in via Gela, a San Leone, all’età di 49 anni, mentre stava tornando a casa da un commando. Un omicidio di mafia, accerteranno dopo anni i tribunali, connesso all'attività lavorativa dell'uomo, che individuò alcuni assegni trafugati e lo denunciò. Un atto che venne punito con la morte e con una pena se possibile maggiore: la calunnia. La memoria di Tragna è stata infatti sporcata da accuse infondate da parte di collaboratori di giustizia, nonostante siano poi state le corti a confermarne la figura di "persona integerrima, dedita esclusivamente al compimento dei propri doveri familiari e professionali”.

Delitto Tragna, nonostante le sentenze per il ministero "Non fu vittima di mafia"

Nonostante tutto questo la famiglia ha dovuto più volte rivolgersi ai giudici amministrativi perché l’uomo fosse riconosciuto vittima della mafia. Un giudizio che solo dopo anni: è il 2017 quando il Tar diede ragione ai familiari, difesi dall’avvocatessa Lucia Di Salvo, imponendo al Ministero dell’Interno di riconoscere Tragna come vittima di mafia. Un giudicato al quale finora il Viminale non si era mai adeguato, tanto che lo scorso 5 agosto scorso l’amministrazione aveva, nonostante le sentenze, confermato il rigetto dei benefici della legge 302/1990 per i parenti di vittime della criminalità organizzata.

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Poi, sei mesi dopo, la sorpresa, con una lettera recapitata alla famiglia Tragna con cui il Ministero, in autotutela, ha annullato i provvedimenti adottati dai propri uffici firmando un nuovo decreto che riconosce Giuseppe Tragna, ucciso a seguito di un evento criminoso verificatosi il 18 luglio 1990 in località San Leone, Agrigento, quale vittima innocente della criminalità organizzata di stampo mafioso".

Una “vittoria” amara per chi per anni ha continuato a credere nella giustizia e nello stato, ma ha dovuto quasi combattere con esso perché venisse fatta piena luce e si ristabilisse la verità dei fatti.

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