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Sanità

Corsie sempre più vuote e ritardi: l'Asp deve smaltire oltre 4.700 visite specialistiche

A queste si aggiungono 2391 interventi chirurgici programmati: via al piano straordinario per recuperare l'arretrato

Poco personale e poche dotazioni strutturali a disposizione dell'Asp di Agrigento, si accumulano le prestazioni sanitarie non concesse e si allungano le liste e i tempi di attesa per i cittadini, anche coloro che devono sottoporsi a interventi chirurgici programmati.

Tutti i numeri sono messi "nero su bianco" in un atto pubblicato in questi giorni dall'Azienda, che rispondendo a quanto richiesto dalla Regione Siciliana, per la "bonifica" delle liste d'attesa e il loro azzeramento entro il dicembre del 2024. Un obiettivo per il quale l'assessorato regionale ha stanziato per la provincia di Agrigento oltre 800mila euro che saranno adesso spese per un'attività straordinaria che, secondo le previsioni dell'azienda sanitaria dovrebbe permettere di dare le risposte tanto attese dai pazienti.

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Andando ai dati, secondo l'atto al 31 dicembre 2023 (ma con riferimento al periodo 2022/2023) l'Asp aveva 2391 prenotazioni per interventi chirurgici in diversi campi (ma si tratta, va ribadito, sempre e solo di attività programmate, quindi non urgenti) e ben 4782 visite specialistiche ambulatoriali. 

Perché si è creato questo "tappo"? L'azienda fa un elenco semplice: "sovraccarico delle strutture per garantire l'attività ambulatoriale corrente e recuperare contemporaneamente quanto rimasto sospeso; incremento della domanda; carenza di personale per gestire la domanda sanitaria; necessità di un miglioramento continuo dell'appropriatezza prescrittiva e gestione delle priorità cliniche associate al quesito diagnostico".

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Tra le migliaia di richieste inevase, va precisato, ce ne sarà una percentuale che non andrà a buon fine e sarà scartata: si tratta di prescrizioni errate, richieste non rispondenti a determinati requisiti eccetera.

Per affrontare l'emergenza, la direzione strategica, usando le risorse economiche stanziate dalla Regione, provvede a ridisegnare, per tutti gli ospedali e per le strutture ambulatoriali distrettuali, i percorsi e le procedure di espletamento delle attività, "al fine di assicurare il recupero delle prestazioni".

Tra le soluzioni individuate, la possibilità di uno svolgimento di interventi e visite anche in orario pomeridiano e serale e anche nei week end, attraverso un potenziamento del personale e la concessione di orario straordinario, ma anche una revisione delle procedure di selezione e gestione del paziente. 

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