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Tribunale

Turista accetta un passaggio per andare alla Scala dei Turchi e l'autista tenta di violentarla, la donna rientra in Svizzera e non testimonia: assolto

L'uomo avrebbe afferrato la mano della vittima, tentato di accostarla alle sue parti intime e le avrebbe chiesto di praticargli un rapporto orale

La presunta vittima del tentativo di stupro - una turista tedesca - nonostante sia stata convocata sette volte per testimoniare non si è mai presentata e non è stato possibile attivare gli strumenti coattivi all'estero: le altre deposizioni, fra cui quella della madre di un'amica alla quale raccontò l'episodio con un messaggio vocale o quella dei carabinieri che raccolsero la denuncia in inglese, sono troppo poco significative.

Per questo i giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno assolto Davide Giuseppe Medico, 48 anni, originario di San Cataldo e residente ad Agrigento.

L'episodio al centro del processo risale al 22 ottobre del 2019. Medico era fermo con la sua auto, dove lavorava - sembrerebbe - come tassista abusivo nei pressi di piazza Stazione. La donna svizzera, che si trovava da sola in vacanza, gli avrebbe chiesto di essere accompagnata alla Scala dei Turchi e sarebbe entrata dentro l'autovettura Fiat Punto.

Tenta di violentare turista svizzera, tassista abusivo rinviato a giudizio

Una volta all'interno del mezzo, Medico avrebbe cercato di abusarne. In particolare, secondo la ricostruzione dell'episodio, avrebbe afferrato la mano della vittima, cercando di accostarla alle sue parti intime, e le avrebbe chiesto ripetutamente di praticargli un rapporto orale. Tentativo di violenza che sarebbe fallito "per la ferma opposizione della donna" che si rifiutò e - secondo quanto ha ricostruito - è scesa dall'auto approfittando che era ferma e ha chiamato subito un'amica alla quale ha raccontato quanto era accaduto. La turista ha poi presentato una denuncia e fornito ai carabinieri tutti gli elementi utili per l'identificazione. 

I militari, in particolare, visionarono le immagini di videosorveglianza dalle quali si vedeva chiaramente la targa dell'auto su cui era entrata la donna. La stessa lo aveva riconosciuto da un album fotografico.

Sia il pubblico ministero Alessia Battaglia che il difensore dell'imputato, l'avvocato Annalisa Russello, avevano chiesto l'assoluzione alla luce del vuoto probatorio dovuto alla mancata presentazione al processo della presunta vittima. 

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