Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

"Abuso sessuale sulla nipote minorenne", nulla la sentenza d'assoluzione: il processo è da rifare

Il pm, adesso, dovrà decidere se promuovere nuovamente l’azione penale o richiedere la definitiva archiviazione per l'imputato quarantenne

La terza sezione penale della Corte di appello di Palermo, presidente Antonio Napoli, ha dichiarato la nullità della sentenza emessa dal tribunale di Agrigento il 2 aprile 2019 su un presunto caso di abuso sessuale su minore.

F. D., agrigentino di 40 anni, era imputato di presunta violenza sessuale sulla nipote minorenne che insieme alla propria famiglia vive in Lombardia. I fatti risalirebbero all’estate 2014 quando la minore, con la propria famiglia, era venuta ad Agrigento per trascorrere un periodo di ferie a casa di alcuni parenti tra cui lo zio.

Nel corso del processo di primo grado, il collegio difensivo, composto dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, aveva eccepito la nullità dell’imputazione poiché il fatto decritto nella richiesta di rinvio a giudizio, ad avviso dei difensori, non costituiva reato, prospettandosi in esso dei rapporti sessuali consenzienti con minore ultra quattordicenne. La difesa aveva evidenziato che avere rapporti sessuali con minore di anni sedici ma maggiore di anni quattordici, di per sé non è reato, se non esiste una particolare relazione, nel caso di specie non contestata, che lega l’autore alla vittima. L’eccezione venne però rigettata dal tribunale che dispose la prosecuzione del giudizio.

Il collegio, presieduto da Wilma Mazzara, al termine della discussione, ritenendo non attendibile il racconto della minore, ha assolto l’imputato con la formula "il fatto non sussiste". La sentenza di primo grado è stata però impugnata dal pm e la corte di appello, presieduta dal presidente Antonio Napoli, al termine della discussione delle parti, rilevando, in via preliminare, che le originarie eccezioni sollevate dai difensori dell’imputato, avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, dovevano considerarsi fondate, ha dichiarato la nullità della sentenza di primo grado disponendo la restituzione degli atti al pm.

Il processo, quindi, è stato totalmente azzerato e, adesso, il pm dovrà decidere se promuovere nuovamente l’azione penale o richiedere, alla luce della sentenza di assoluzione emessa in primo grado, la definitiva archiviazione.

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