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Tribunale

Estorce soldi alla madre per la droga e palpeggia avvocato dopo averla derubata: condannato

Il 22enne avrebbe vessato e picchiato l'anziana donna per 7 anni: le due presunte vittime hanno ritirato la querela ma la maggior parte dei reati erano procedibili di ufficio

Picchia la madre, le estorce soldi per 7 anni per comprarsi la droga e molesta sessualmente un'avvocato dopo essere entrato nella sua abitazione per derubarla: il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha condannato un 22enne per le accuse di maltrattamenti, furto, estorsione e violenza sessuale. 

Due anni e 4 mesi di reclusione è la pena inflitta dal gup, ampiamente inferiore a quella proposta dal pm Cecilia Baravelli. Il giovane, attraverso i difensori, gli avvocati Annalisa Russello e Daniele Re, ha chiesto il giudizio abbreviato: per questo la pena è ridotta di un terzo. G.C., a partire dal 2015 e fino al maggio scorso, avrebbe maltrattato la madre colpendola ripetutamente con calci e pugni per costringerla a consegnargli i soldi che gli servivano per comprare la droga. La donna sarebbe stata sistematicamente insultata e sarebbe stata costretta, in alcune circostanze, a fuggire dall'abitazione per evitare di essere ancora picchiata.

I soprusi e i pestaggi sarebbero avvenuti anche in presenza della sorella minorenne dell'imputato che, in una circostanza, avrebbe pure picchiato selvaggiamente la fidanzata che non volle denunciarlo. Quel giorno, invece, si sarebbe scagliato per l'ennesima volta contro la madre che avrebbe cercato di difendere la ragazza. Il ventiduenne è accusato pure di estorsione ai danni della madre che sarebbe stata strattonata, spintonata, e picchiata a calci e pugni per costringerla a dargli i soldi - per importi variabili fra i 50 e i 200 euro -, necessari per comprare la droga. "Dammi i soldi...  ti ammazzo...ti brucio la macchina" - le avrebbe detto.

Le estorsioni si sarebbero consumate sempre per circa 7 anni, a partire dal 2015. Il 26 febbraio del 2022, invece, avrebbe realizzato il primo furto ai danni dell'avvocato alla quale avrebbe rubato 600 euro e un carnet di assegni trovati nella borsa. Il 19 marzo andò molto peggio perchè, dopo essersi introdotto all'interno dell'abitazione della professionista, si sarebbe impossessato di 150 euro, due carte di debito e un carnet di assegni che si trovavano nella borsa. Subito dopo, prima di fuggire, si sarebbe trovato la donna davanti e l'avrebbe immobilizzata palpeggiandole il seno prima di fuggire. Con le carte di debito, infine, avrebbe fatto cinque prelievi appropriandosi di una somma di denaro di 1.400 euro. 

Sia la madre che l'avvocato hanno ritirato la querela: la circostanza ha reso non punibile una sola ipotesi di furto mentre per l'accusa di indebito utilizzo di carte di credito è stata decisa l'assoluzione. 

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