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"Abusò della figliastra per sette anni con la complicità della madre", coppia a processo

La Procura impugna la sentenza di assoluzione e il caso approda in Corte di appello per un netturbino di 52 anni e la compagna di 15 anni più giovane

La Procura e la presunta vittima insistono: il netturbino cinquantaduenne, con la complicità della compagna di quindici anni più giovane, madre della ragazzina, avrebbe abusato per sette anni della figliastra. La vicenda, dopo l’assoluzione decisa dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento, è stata impugnata sia dai pm, dopo le dure richieste di condanna in primo grado (9 anni per l’uomo, sette per la compagna), che dal difensore di parte civile, l’avvocato Monica Malogioglio, che assiste la ragazzina, oggi ventenne. Il processo di appello, nel quale gli imputati saranno difesi dagli avvocati Davide Casà, Nicola Grillo, Barbara Garascia e Antonino Manto, è stato fissato, davanti alla terza sezione penale presieduta da Antonio Napoli, per il 25 settembre. 

Secondo il collegio di giudici, presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni, che il 16 novembre del 2017 ha emesso la sentenza di assoluzione, non ci fu alcun abuso e la storia agghiacciante descritta dalla ragazzina, che aveva denunciato e fatto arrestare il compagno della madre accusandolo di averla violentata per sette anni, non ha trovato riscontri. La compagna dell’uomo, madre della ragazzina, è accusata di concorso in violenza sessuale perché non avrebbe impedito, “avendo l’obbligo giuridico di farlo”, che l’uomo abusasse della ragazzina. 

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