Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

"Palpeggiò apprendista commessa", pm chiede condanna a 3 anni e 6 mesi per capo area

Secondo il magistrato della Procura, l'approccio del dirigente "fu fuori luogo e non tollerato dalla vittima integrando il reato di violenza sessuale"

foto archivio

"L'approccio fu del tutto fuori luogo e sopra le righe, oltre che non gradito". Per il pubblico ministero Cecilia Baravelli, l'ex capo area del negozio Tata del centro commerciale "Città dei Templi", commise il reato di violenza sessuale palpeggiando una apprendista commessa che, peraltro, aspirava alla stabilizzazione al termine del periodo di prova. 

Tre anni e sei mesi di reclusione è la condanna chiesta per il catanese Giovanni Arena, 42 anni. La vicenda, particolarmente delicata, ricostruita in aula, si snoda tra il 2016 ed il 2017, periodo in cui l’apprendista lavorava in negozio. Ed è proprio in questo arco di tempo, e sul luogo di lavoro, che sarebbero avvenuti i fatti denunciati e contestati oggi all’ex dirigente che l'avrebbe toccata nelle parti intime e palpeggiata in alcune circostanze. La commessa, a cui non viene rinnovato il contratto al termine del periodo di apprendistato, va dai carabinieri e presenta una denuncia nei confronti del suo superiore ma non solo.

"Le dichiarazioni della vittima - ha detto il pm - sono coerenti e riscontrate da altri testimoni che hanno assistito ad alcune scene di approcci maldestri a sfondo sessuale".

La donna - parte offesa nel processo con l'assistenza dell'avvocato Giovanni Crosta - con una lettera raccontò l'episodio ai vertici dell'azienda accusandola di non averla assunta perchè non aveva assecondato le fantasie di Arena. I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, dopo la requisitoria hanno rinviato l'udienza al 26 novembre per l'arringa della difesa.

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