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Domenica, 23 Giugno 2024
Il verdetto

Adesca con una scusa l'amica 16enne della figliastra, si apparta in auto con lei e la palpeggia: chiesta condanna a 9 anni e 6 mesi

Un cameriere di un ristorante del Villaggio Mosè, secondo la ricostruzione della procura, in un secondo momento, avrebbe impedito lo stupro: il 42enne avrebbe poi picchiato la compagna, intervenuta poco dopo

Adesca con una scusa l'amica sedicenne della figlia della compagna, la porta nello sgabuzzino di un ristorante e la molesta baciandola sulla bocca e sul collo, palpeggiandole il seno e infilandole una mano dentro i pantaloni fino a toccarle le parti intime non riuscendo a consumare la violenza completa solo perché un cameriere del locale si accorse di quanto stava accadendo e lo invitò a uscire.

Per questo episodio, che sarebbe stato preceduto da un altro di tenore simile, il pubblico ministero Gaspare Bentivegna ha chiesto la condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per il 42enne Antonino Lazzara, di Favara, accusato di violenza sessuale aggravata, in quanto commessa ai danni di minorenne, e lesioni aggravate. 

La vicenda risale al 16 dicembre del 2021. Lazzara avrebbe convinto la figlia della compagna e una sua amica ad andare con lui in auto per raggiungere un ristorante del Villaggio Mosè dove avrebbero dovuto cenare. 

Durante il tragitto, dopo essersi fermato all'altezza della strada "Crocca", avrebbe fatto scendere la "figliastra" con una scusa ed, essendo rimasto solo con l'amica seduta accanto a lui, l'avrebbe baciata toccandole la coscia. 

Dopo l'arrivo al ristorante sarebbe successo il "fattaccio". La figlia della compagna avrebbe deciso di restare sola in macchina. A tavola, quindi, avrebbe fatto delle avances esplicite all'amica dicendole che era pazzo di lei e che era disposto a pagare per avere un rapporto sessuale. Quindi, dopo averla portata all'esterno del locale, in uno sgabuzzino, avrebbe cercato di avere un vero e proprio rapporto sessuale venendo bloccato da un cameriere.

A Lazzara viene contestato pure di avere picchiato la compagna, arrivata poco dopo, e la figlia della donna. La fidanzata sarebbe stata afferrata per i capelli e colpita con calci e pugni. Alla ragazza, invece, avrebbe dato uno schiaffo al volto. Il processo, in corso davanti al giudice Micaela Raimondo con il rito abbreviato, è stato aggiornato per l'arringa del difensore, l'avvocato Salvatore Cusumano. 

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