Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Favara

"Violenza privata e pornografia minorile": il processo si sposta ad Agrigento

I giudici del tribunale di Palermo dispongono la trasmissione degli atti del procedimento nei confronti di Pasquale Di Stefano, 64enne ex impiegato delle Poste: i reati si sarebbero consumati a Favara

Il tribunale di Palermo

I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Palermo, accogliendo l’eccezione sollevata all'udienza precedente dall’avvocato Francesco Cioppa, si è dichiarato incompetente per territorio trasmettendo gli atti al tribunale di Agrigento dove si celebrerà il processo dato che, in ipotesi, il reato stato commesso a Favara.

Il processo, per i reati di violenza privata e pornografia minorile, è quello a carico di Pasquale Di Stefano, 64 anni, ex impiegato delle Poste di Favara, arrestato in passato in una vicenda condita da soldi e ricatti sessuali. Il processo si era aperto la scorsa settimana davanti i giudici palermitani con la costituzione di parte civile della ragazzina che sarà rappresentata in giudizio dall’avvocato Salvatore Cusumano.

Di Stefano è stato arrestato lo scorso giugno in un appartamento di Volklingen, paesino della Germania al confine con la Francia. Su di lui pendeva un mandato di cattura emesso dal gip di Agrigento, Alessandra Vella, su richiesta del pm Chiara Bisso, per sottratto 573 mila euro dalle casse dell’ufficio postale di Favara.

Di Stefano, in particolare, avrebbe fatto sparire un'ingente somma di denaro dai conti dell'ufficio per pagare i ricatti di una coppia che aveva scoperto le molestie ai danni della figlia minore di 14 anni e gli averebbe estorto i soldi in cambio del silenzio.

In questo processo, che presenta alcuni elementi di collegamento con la precedente vicenda, è accusato di violenza privata e pornografia minorile. "Ti rovino la vita, ti faccio scomparire, distruggo la tua famiglia". Per queste minacce il 64enne è finito ancora a processo. Due le imputazioni per cui è stato rinviato a giudizio: violenza privata e pornografia minorile.

Di Stefano, che ha nominato come difensore l'avvocato Francesco Cioppa, dal giugno del 2014 al dicembre del 2017, avrebbe minacciato una ragazzina minorenne, che agli inizi della vicenda aveva 13 anni, per costringerla a fotografarsi nelle parti intime e inviargli gli scatti. Il materiale sarebbe stato poi custodito nella memoria del suo cellulare.

La difesa, all'udienza precedente, aveva anticipato un difetto di competenza territoriale perchè, in particolare, secondo il legale dell'imputato, i fatti si sarebbero verificati in provincia di Agrigento e il processo non andrebbe celebrato a Palermo. I giudici hanno sciolto la riserva accogliendo la sua richiesta. 

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