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Perseguita e picchia donna per 4 anni: arrestato pasticcere di Licata

Angelo Antona, 27 anni, avrebbe picchiato e trascinato la sua vittima per i capelli. Ora dovrà rispondere di stalking, violenza sessuale reiterata, sequestro di persona, lesioni aggravate e furto. La donna raccontò la terribile storia al magistrato: poi l'arresto

I poliziotti del Commissariato di Licata e i carabinieri della Compagnia licatese hanno arrestato Angelo Antona, pasticcere 27enne di Licata, pregiudicato, poiché colto in flagranza di reato di atti persecutori (stalking) nei confronti di una donna di 38 anni. 

Polizia e carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, sono giunti all'arresto dell'uomo dopo un’accurata attività investigativa svolta congiuntamente dai due organi: un'attività interamente coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Salvatore Vella. Le indagini sono state avviate lo scorso 23 giugno, quando la vittima si era presentata alla stazione dei carabinieri di Licata, denunciando un ennesimo grave atto di violenza subito dal 27enne. 

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In particolare Angelo Antona, in un eccesso di ira furibonda angelo antona 1987 licata-2e incontrollata, avrebbe aggredito la donna con violenti schiaffi al volto e sul corpo, scaraventandola per terra e trascinandola per i capelli. L'uomo avrebbe tentato, inoltre, di soffocarla stringendole con una mano il collo e con l’altra tappandole bocca e naso. Dopo una breve fuga, il 27enne avrebbe inseguito la donna, riuscendo a raggiungerla e trascinandola all’interno della propria autovettura Fiat Punto, continuando lì a colpirla con schiaffi durante il tragitto e trattenendola per i capelli ogni volta che la malcapitata apriva la portiera per tentare di scappare. 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Antona avrebbe portato la donna  in aperta campagna, in contrada Poggio Cuti Cascino, continuando a colpirla. Lì la vittima è riuscita finalmente a fuggire, rifugiandosi all’interno di un’abitazione nelle vicinanze, dove vive una famiglia di Licata, che coraggiosamente ha protetto la vittima dalle percosse dell’Antona.

Il giorno dopo la donna è stata convocata al Commissariato di Licata, dove gli agenti stavano indagando su altri reati compiuti dall’Antona, connessi alla stessa vicenda. A quel punto si è deciso di accelerare le attività investigative, finalizzate all’arresto dello stalker. Nella stessa data il pubblico ministero Salvatore Vella ha ascoltato la vittima, al fine di chiarire ulteriori dettagli della vicenda. E' stato proprio in seguito al racconto della donna che il magistrato ha scoperto che Angelo Antona ricattava la vittima da circa quattro anni, minacciando di divulgare notizie riservate sul suo conto al fine di costringerla ad avere una relazione intima con lui, accompagnata da ripetuti atti di violenza fisica. 

Nel corso dello stesso pomeriggio, la vittima ha ricevuto l’ennesimo messaggio di gravi minacce di morte, il 55esimo in sei giorni, tanto che il personale del Commissariato e dell’Arma ha proceduto all’immediato rintraccio dell’Antona e al successivo arresto in flagranza di reato del pericoloso stalker.

Un'attività investigativa praticamente perfetta, che ha permesso alla Procura della Repubblica di Agrigento (diretta dal procuratore capo Renato Di Natale) di contestare all'uomo i reati di stalking, violenza sessuale reiterata, sequestro di persona, lesioni aggravate e furto. In sede di convalida, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, ha applicato allo stesso la misura cautelare della detenzione in carcere. 

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