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Antonio Massimino

Antonio Massimino

"Guidò dopo la revoca della patente", condannato il boss Massimino

Il cinquantenne venne denunciato tre anni fa dalla Squadra Mobile con l’accusa di avere violato le prescrizioni della misura di prevenzione. Oggi la sentenza del gup

Al volante della sua auto nonostante gli fosse stata ritirata la patente in seguito alla sorveglianza speciale. Nuovi guai per il boss Antonio Massimino, 50 anni, denunciato tre anni fa dalla Squadra Mobile con l’accusa di avere violato le prescrizioni della misura di prevenzione e adesso condannato a un anno di reclusione. La pena inflitta dal giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano, al termine del processo con rito abbreviato, è superiore a quella proposta – otto mesi – dal pubblico ministero a conclusione della requisitoria. 

Massimino, tornato libero nei mesi scorsi dopo essere uscito indenne da un’inchiesta di estorsioni mafiose, ha rimediato una nuova condanna per violazione degli obblighi della misura di prevenzione. Il cinquantenne, difeso dall'avvocato Salvatore Pennica, arrestato e condannato nella più grande inchiesta della mafia agrigentina, culminata con l’operazione “Akragas”, nel 2016, era stato fermato dalla polizia al volante della sua auto nonostante non potesse guidare perché la patente gli era stata ritirata contestualmente al provvedimento che gli imponeva la sorveglianza speciale. Un’altra denuncia analoga, peraltro, l’aveva rimediata poche settimane prima.
 

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