Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Stop dai giudici alla sorveglianza "differita", assolto 35enne

Angelo Cammilleri, condannato nell'operazione "Capo dei capi", era stato accusato di avere violato quattro volte le prescrizioni ma la pericolosità sociale doveva essere rivalutata

Condannato a quattro anni e quattro mesi di carcere nella maxi operazione antidroga “Capo dei capi”, torna libero nel 2015. Tre anni prima i giudici gli avevano applicato la sorveglianza speciale che ha iniziato a scontare violandola quattro volte non facendosi trovare in casa negli orari imposti. Il giudice, però, recependo le tesi del difensore, l’avvocato Davide Casà, lo ha assolto perché una recente sentenza delle sezioni unite della Cassazione stabilisce che “se l’applicazione rimane sospesa per anni, il tribunale deve poi valutare se sussiste ancora il requisito dell’attualità della pericolosità sociale”.

Protagonista della vicenda giudiziaria è l’agrigentino Angelo Cammilleri, 35 anni. L’uomo fu arrestato, una decina di anni fa, in una delle più grosse operazioni antidroga dell’Agrigentino. L’inchiesta “Capo dei capi” consentì di accertare il suo coinvolgimento nel vasto giro di droga che era stato allestito in città. Cammilleri fu arrestato e condannato. Prima ancora che la condanna diventasse definitiva la Procura chiese nei suoi confronti la sorveglianza speciale. 

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