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Valle dei Templi e Nero d'Avola, il Parco vuole raddoppiare le bottiglie di vino

Impegnati 19.500 euro che serviranno al recupero paesaggistico e ambientale di un'area in cui ricadono le piante di vite in via Cavaleri Magazzeni

La Valle dei Templi punta ad incrementare la propria produzione vitivinicola. Se dal 2012 il Parco, insieme alla Cva di Canicattì cura il progetto "Diodoros", un vino in larga parte composto da Nero d'Avola e ricavato dai vigneti che si trovano dinnanzi a piano San Gregorio, adesso, da terreni già acquisiti potrebbero arrivare nuove "risorse". Si tratta di circa due ettari che si trovano nelle campagne di via Cavaleri Magazzeni, in piena zona A, che saranno recuperati e messi a reddito da una ditta, individuata dal Parco, alla quale andranno 19.500 euro.

"Ad oggi i vigneti utilizzati sono circa tre ettari - spiega il direttore del Parco Giuseppe Parello - quindi questi nuovi terreni, già espropriati da tempo, ci consentiranno quasi di raddoppiare la produzione, che oggi si attesta su circa 3, 4mila bottiglie ogni anno. Un obiettivo ambizioso? Potremmo iniziare a produrre anche un vino bianco, ma è ancora presto per parlarne".

Il Parco, come noto, produce anche dell'olio, ricavato dagli alberi di ulivo della Valle e ha una convenzione per l'uso delle mandorle. Tempo fa l'attuale presidente del Consiglio del Parco Bernardo Campo lanciò l'idea di un marchio Igp per i prodotti ricavati da terreni del Parco.

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