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Giovedì, 23 Maggio 2024
Droga / Villaseta

"Preso con cocaina, hashish e cannabis in casa": assolto 29enne

La droga era stata trovata in un appartamento al terzo piano di uno stabile di Villaseta, la difesa: "Era frequentato anche da altre persone"

Sorpreso con cocaina, hashish e cannabis in casa finisce a processo con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga ma viene assolto "per non avere commesso il fatto". Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Michele Dubini, ha prosciolto il ventinovenne Alessandro Meli, denunciato il 14 dicembre di due anni fa.

Meli, in particolare, al termine di un'operazione dei carabinieri in uno stabile di piazza San Basilio, nel cuore di Villaseta, era stato denunciato in seguito al ritrovamento della droga. In un appartamento ritenuto nella sua disponibilità o comunque a lui in uso, erano stati trovati quasi 11 grammi netti di cocaina (pari a 35 dosi medie) nascosti all'interno dei cassetti della cucina dentro un sacchetto e cinque involucri di plastica destinati al confezionamento.

Sempre in un cassetto della cucina i militari hanno trovato tredici dosi di hashish del peso complessivo di oltre un grammo. Dentro una scatola di cartone, invece, erano stati trovati dieci grammi di cannabis.

Il possesso della droga, secondo il pubblico ministero Chiara Bisso che prima del trasferimento ha disposto la citazione diretta a giudizio, era finalizzato alla cessione. La quantità della droga e "le modalità complessive della condotta", tuttavia, l'hanno spinta a ritenere che si trattasse di un fatto di lieve entità. Per questo ha disposto il processo senza passare per l'udienza preliminare come, invece, avviene nei casi in cui la pena prevista supera i 4 anni di reclusione.

Il difensore di Meli, l'avvocato Teresa Alba Raguccia, ha sostenuto che all'interno di quella palazzina nel centro di Villaseta vi fosse un continuo via vai di persone e che l'imputato non era l'unico ad avere la disponibilità di quell'alloggio con la conseguenza che non vi poteva essere la certezza che la droga trovata fosse sua. 

Una tesi che dovrebbe avere convinto il giudice alla luce della formula con cui è stato emesso il dispositivo di assoluzione ("non avere commesso il fatto") anche se le motivazioni saranno depositate entro trenta giorni. 

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