Lunedì, 22 Luglio 2024
Il provvedimento / Villaseta

Contrabbando di gasolio e materiali esplodenti: i giudici annullano il sequestro

I carabinieri avevano perquisito un magazzino abusivo e trovato bombole, carburante e 20mila euro in contanti divisi in banconote da 50 euro nascosti fra le reti da pesca: i due indagati - suocero e genero - hanno spiegato la loro versione dei fatti

Ventimila euro, tutti in banconote da 50 euro, sei bombole di gas gpl e 100 litri di gasolio "senza imposta di fabbricazione" divisi in cinque contenitori. Un blitz dei carabinieri in un magazzino abusivo aveva fatto scattare il sequestro e i due gestori di fatto del locale sono finiti sotto inchiesta per contrabbando e "commercio abusivo di materia esplodente".

Il tribunale del riesame tuttavia annulla il provvedimento e restituisce i beni ai due indagati - suocero e genero - che nell'immediatezza avevano fornito la loro versione dei fatti ai militari. L'operazione era scattata il 7 ottobre scorso: i carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno eseguito una perquisizione all'interno di un magazzino di Villaseta e requisito quanto contenuto all'interno.

Contrabbando di gasolio e bombole: scatta il blitz, una denuncia

L'ipotesi degli inquirenti era che i due indagati - un 54enne e un 38enne - contrabbandassero gasolio nautico che viene venduto a un prezzo inferiore in quanto esente da accise. Le 400 banconote da 50 euro erano conservate all'interno di un secchio ben occultate fra le reti da pesca.

Il pubblico ministero Elettra Consoli aveva convalidato il sequestro e i difensori, gli avvocati Teres'Alba Raguccia e Graziella Vella, hanno impugnato il provvedimento al tribunale del riesame. I legali hanno sostenuto che i due indagati, già nell'immediatezza, avessero chiarito i fatti. Con riferimento alla presenza del gasolio avevano spiegato che era stato svuotato da una loro barca prima di essere venduta e non era, al contrario di quanto contestato, destinato a essere venduto clandestinamente. 

Riguardo ai soldi in contanti è stato spiegato che era il provento della vendita di un peschereccio e che erano occultati per evitare che potessero essere rubati mentre le bombole erano del tutto vuote e, quindi, non potevano certo essere oggetto di contrabbando. Tesi che sono state ribadite dalla difesa all'udienza al tribunale del riesame dove sono stati prodotti anche alcuni documenti di acquisto delle imbarcazioni.  

Il collegio presieduto da Alfonso Malato ha, quindi, accolto l'istanza di riesame e annullato il sequestro. 

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