Rapina alla Bper: hanno atteso il portavalori, colpo fatto in 50 secondi

Secondo quanto emerge dagli impianti di videosorveglianza, la razzia - che ha fruttato oltre 165 mila euro - è stata studiata a "tavolino": i due malviventi sono entrati in azione dopo che sono stati scaricati i soldi

(foto ARCHIVIO)

E’ stata studiata a tavolino, tant’è che i due malviventi sono entrati in azione nel posto giusto, al momento giusto, e hanno impiegato appena 50 secondi per razziare, dalle casse della banca popolare Emilia Romagna del Villaggio Mosè, oltre 165 mila euro. Emerge anche questo – ossia il dettaglio del tempo impiegato per mettere a segno la rapina – dai filmati delle telecamere di video sorveglianza. Immagini che continuano ad essere, nonostante il passare delle ore, vagliate e studiate dai carabinieri. Ma c’è di più. A quanto pare, i due criminali – che hanno fatto irruzione travisandosi con delle parrucche e con in mano un taglierino e forse una pistola giocattolo – prima di mettersi all’opera hanno atteso. Hanno aspettato che arrivasse il furgone portavalori, che venisse scaricata la sacca contenente i soldi e, poi, solo dopo che il furgone s’è allontanato dal viale Leonardo Sciascia, nell’area di fronte al McDonald’s, i due balordi hanno fatto irruzione nell’istituto di credito. Sarebbe stato – tanto filtra dalle ricostruzioni – l’esatto momento in cui alcuni dipendenti stavano sistemando il denaro nella cassa di sicurezza. Poco prima, fra l’altro, proprio all’interno dell’istituto di credito vi sarebbe stato l’improvviso malore – dovuto verosimilmente al forte caldo – di un cliente. Quindi, di fatto, i due rapinatori sono riusciti ad intrufolarsi mentre da un lato c’erano alcuni dipendenti che stavano prestando i necessari soccorsi al cliente colto da malore e dall’altro c’erano gli altri impiegati che stavano sistemando nella cassa di sicurezza i soldi appena arrivati.

Rapina alla banca del Villaggio Mosè: il bottino è di 165 mila euro

Ecco perché, ieri, si diceva che i due siano entrati nella Bper al momento giusto. Ad essere “affrontato”, durante la rapina, sarebbe stato anche il direttore. Uscito dal suo ufficio – dopo aver sentito inusuali rumori -, uno dei rapinatori si sarebbe rivolto, con un marcato accento siciliano, al direttore dicendogli: "Non ti muovere, stai fermo e mettiti lì seduto". Arraffata la sacca, con all’interno oltre 165 mila euro, è stato – per i due criminali – una specie di gioco da ragazzi. E non si sono, infatti, neanche preoccupati di verificare se e quanto ci fosse nelle casse dell’istituto di credito. E in una c’erano altri 10 mila euro. I carabinieri, anche ieri, continuavano a cercare la Bmw serie 1, grigia, che è stata utilizzata per la fuga dei due malviventi. Non è escluso che l’autovettura possa essere stata rubata in precedenza. Fino ad ieri, però, la macchina non era stata ancora ritrovata da nessuna parte. Difficile, fra l’altro, riuscire a nascondere un’autovettura che, di fatto, “scotta” e che potrebbe aiutare i militari dell’Arma ad incastrare i due delinquenti. Non ci sono certezze, ma non è escluso che i due abbiano potuto avere anche un complice: una sorta di “palo” che li attendeva con il motore dell’auto acceso. 

Parrucche in testa e taglierino in mano, in due rapinano una banca al Villaggio Mosè: arraffati almeno 100 mila euro

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