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Calogero Sodano

Calogero Sodano

"La villa di famiglia non era abusiva", Sodano non dovrà risarcire Legambiente

Cancellato il verdetto di primo grado, i giudici sicuri dopo il procedimento amministrativo: "Irregolarità insussistenti"

"L’organo giurisdizionale amministrativo, all’esito di una complessiva e puntuale disamina di tutti gli elementi probatori (perizie, aerofotogrammetrie, titoli di proprietà, documenti catastali, fotografie) afferenti i luoghi, ha infine acclarato che “le opere realizzate dalla ditta appellante sull’edificio controverso possono reputarsi conformi alle prescrizioni edilizie vigenti nell’area di insediamento”.

Con queste motivazioni i giudici della terza sezione civile della Corte di appello di Palermo hanno annullato la condanna decisa in primo grado dal tribunale di Agrigento che aveva imposto all'ex sindaco Calogero Sodano di pagare un risarcimento di 35 mila euro a Legambiente. Sodano, rappresentato e difeso dall'avvocato Roberto Gambino, era stato citato dall'associazione ambientalista che si riteneva danneggiata dalla realizzazione di alcuni abusi edilizi nella villa di famiglia dell'ex sindaco ed ex senatore.

La vicenda si incrociava col processo penale e col procedimento amministrativo che ne era scaturito dal primo giudizio. Sodano, penalmente, era stato accusato di falso, truffa, abuso di ufficio e abusi edilizi per delle presunte irregolarità legate alla costruzione della sua villa in contrada Maddalusa, nei pressi di San Leone, frazione balneare di Agrigento, ma considerata nel perimetro della Valle dei Templi, dove ci sono vincoli di ogni tipo.

Al processo, nell’estate del 2006, Sodano era stato condannato a un anno e undici mesi. Contestualmente alla sentenza, emessa dai giudici della prima sezione penale di Agrigento, un’ordinanza stabiliva la trasmissione del provvedimento all’ufficio tecnico “per gli adempimenti di natura amministrativa relativi alla demolizione dell’opera abusiva descritta nel provvedimento di sequestro con conseguente ripristino dello stato dei luoghi”. In appello Sodano è stato assolto dall'accusa di abuso di ufficio, mentre le altre imputazioni sono state dichiarate prescritte.

Il sigillo definitivo è arrivato nell’autunno del 2010 con la decisione della Cassazione che ha rimandato il processo in appello solo per valutare alcuni aspetti civili. Parallelamente, invece, si è aperto un giudizio amministrativo relativo all’ordine di demolizione emesso in seguito dalla Soprintendenza.

Ed è proprio su questo terreno che Sodano ha vinto la sua battaglia giudiziaria. In sede amministrativa, infatti, i giudici hanno esaminato l'intera questione arrivando alla conclusione che non sono stati commessi abusi. 

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