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Via Crucis, don Franco: "Questa città ha bisogno di uomini e donne nuovi"

 

"Non abbassate gli occhi da quella Croce. E' la settimana santa, la settimana dei cristiani. Ed in quella Croce si incrociano lo scandalo e la tenerezza, l'infedeltà e la resurezione, la cattiveria e l'amore. Rischiamo di non sapere più leggere quella Croce. Quella Croce ci insegna l'arte dell'amore. Perché su quel legno c'è il dolore che diventa amore e l'amore vince la morte". L'arcivescovo di Agrigento, don Franco Montenegro, dopo la via Crucis da Porta di Ponte alla chiesa di San Domenico, ieri sera, ha portato agli agrigentini l'abbraccio di papa Francesco ed ha rinnovato l'appello, rivolto a tutti, a comprendere quanto sia preziosa la vita.

"Dio ha voglia di salvare tutti gli uomini, quelle braccia aperte indicano che la misericordia è possibile - ha detto don Franco - . Chiede che ognuno di noi si faccia cireneo per gli altri e non giudice. Dobbiamo saperci guardare attorno e non chiudere gli occhi, dobbiamo fermarci se c'è bisogno, soprattutto se a terra c'è un uomo ferito e sanguinante che ci chiede aiuto. Se ci fermiamo dobbiamo essere capaci di porgere il sudario come fece la Veronica. Questa città ha bisogno di uomini e donne nuovi".

Don Franco ha poi ricordato e chiesto di pregare per quanto è accaduto a Stoccolma e prima in Siria. "Sono storie nostre, storie dei nostri fratelli". Stamani, l'arcivescovo Montenegro sarà al carcere di contrada Petrusa per incontrare e pregare con i carcerati.  

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