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Cronaca

Viadotto Petrusa ed espropri, ne discute anche il Consiglio

Entro la seconda settimana di ottobre si terrà la conferenza dei servizi, alla presenza di tutti gli enti interessati, per analizzare e approvare il progetto esecutivo che è in fase di ultimazione

Ne discuterà il consiglio comunale. Dopo l'avvio degli espropri - si tratta di due particelle catastali - la prossima settimana sarà l'Assise di Agrigento a discutere dei lavori ricostruzione del viadotto Petrusa. E', del resto, scaduto il termine per quanti - interessati pubblicamente o privatamente - potevano far pervenire al responsabile unico del procedimento, all'ufficio Espropriazioni del coordinamento territoriale Sicilia, le proprie osservazioni che vengono, adesso, valutate dall'Anas.

Entro la seconda settimana di ottobre si terrà la conferenza dei servizi, alla presenza di tutti gli enti interessati, per analizzare e approvare il progetto esecutivo che è in fase di ultimazione. L'obiettivo della società - già reso noto qualche settimana addietro e ribadito nella giornata di ieri - è di quello di avviare, il più velocemente possibile, la procedura di appalto per affidare i lavori, dal valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

Il viadotto Petrusa è stato demolito per garantire lo standard di sicurezza. Il verdetto arrivò il 6 marzo scorso: "Le verifiche tecniche sul viadotto "Petrusa" che consente alla statale 122, l'Agrigentina, di sovrappassare il tracciato della nuova statale 640, la "Strada degli scrittori", sono finite. Le condizioni strutturali del viadotto - scriveva l'Anas - non ne consentono la riapertura al traffico. E' stata effettuata un'analisi costi/benefici per valutare la migliore soluzione possibile e l'esito è quello di procedere a demolizione dell'opera per una successiva ricostruzione".

Il 27 marzo, ossia il giorno prima dell'inaugurazione della raddoppiata statale 640, la parte del viadotto che sovrastava la neonata "Strada degli scrittori" non esisteva più. E così, da allora, tutto è rimasto nonostante si tratti di un cavalcavia di importanza strategica, per garantire la continuità territoriale, per l'Agrigentino.

Più volte, i cittadini o alcuni esponenti politici hanno chiesto, e anche a gran voce, che venisse creata, lungo il tracciato della raddoppiata statale 640, una rotonda per consentire a quanti provengono da Favara di "tagliare" la Agrigento-Caltanissetta e riprendere il percorso della statale 122. Ipotesi rigettata dall'Anas che continua a ripetere: "Il percorso che si allunga, con la chiusura del viadotto, tra Agrigento e Favara è di circa 900 metri in direzione Favara e circa 10 chilometri in direzione opposta, con un incremento dei tempi di percorrenza rispettivamente di 2 e 8 minuti". 

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