Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Centro città / Via Luigi Pirandello

Picchiò connazionale per rapinarlo del cellulare, denunciato gambiano

"Sono stato aggredito, preso a pugni e mi ha spaccato una bottiglia di vetro sulla testa, portandomi via il telefonino", questo il racconto fatto dall'immigrato ai poliziotti

"Sono stato aggredito, preso a pugni e mi ha spaccato una bottiglia di vetro sulla testa, portandomi via il telefono cellulare". Questo, grosso modo, quello che il gambiano - vittima della violenta aggressione verificatasi la sera di giovedì 13 in via Pirandello - ha raccontato ai poliziotti della sezione Volanti della Questura. I dettagli di una rapina, in sostanza. Quella che in via Pirandello, quella sera, fece dilagare il panico. Gli agenti subito hanno avviato gli accertamenti - a quanto pare sono state analizzate le macchie di sangue rimaste sulla panchina di via Pirandello - e sono riusciti ad identificare l'aggressore. Si tratta di un connazionale della vittima, già noto alle forze dell'ordine. Un immigrato che risulta essere sottoposto alla misura - emessa dal gip del tribunale di Agrigento - della divieto di dimora in provincia di Agrigento. 

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L'immigrato è stato dunque denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per le ipotesi di reato di rapina e violazione del divieto di dimora. Non è escluso che presto possa anche finire in carcere. 

I poliziotti della sezione Volanti, lo scorso venerdì, hanno effettuato un controllo per la prevenzione e repressione dello spaccio di stupefacenti. Ed è proprio durante una perquisizione in via Pellico, nel centro storico di Agrigento, che si sono ritrovati davanti agli occhi la vittima della rapina. Un gambiano che ha, appunto, raccontato quanto gli era pochi giorni prima accaduto e che poi ha formalizzato denuncia. 

Giovedì 13, lungo via Pirandello, fu una serata di violenza gratuita che scioccò quanti avevano assistito a quell'aggressione. Sulla panchina rimasero tantissime macchine di sangue, mentre sul selciato rimasero abbandonate una catenina, un mazzo di chiavi e una scarpa.  

 

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