Vertenza Italcementi, Consiglio comunale straordinario a Porto Empedocle

Lo rende noto il presidente Marilù Caci: "Lavoratori e cittadini devono conoscere la destinazione che l’azienda intenderà dare ai 700 ettari che occupa sul territorio"

La sede di Italcementi a Porto Empedocle

Convocata una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Porto Empedocle, il 13 febbraio, per discutere della vertenza Italcementi. Lo rende noto il presidente del Consiglio comunale, Marilù Caci

"L'italcementi ha da sempre rappresentato per il territorio una grande risorsa in termini occupazionali - ha scritto Cacì in una nota. Purtroppo però, come tutti oramai sappiamo,  l'azienda ha drasticamente ridotto l'operatività dell'impianto empedoclino. Ne sono derivate due enormi problematiche: la perdita del lavoro per la quasi totalità dei dipendenti e l’esigenza di salvaguardia del territorio e dell'ambiente". 

"In questi ultimi mesi - si legge ancora - mi è capitato tante volte di ascoltare le storie di padri di famiglia sprofondati in un limbo di incertezza e disperazione per l'assenza di concrete soluzioni. Ricordiamo che tra dipendenti effettivi e l'indotto che ne derivava, l'azienda garantiva lavoro ad oltre 250 persone. L'impianto continua ad essere ancora parzialmente attivo ed include nel proprio ciclo produttivo circa 20 unità. La mancanza di una totale chiusura è sicuramente un auspicio per il futuro.  La ripresa del mercato potrebbe favorire il rilancio dello stabilimento. Ma la semplice speranza purtroppo non può consentire di far fronte ai bisogni di intere famiglie rimaste senza sostentamento economico". 

"Con la riduzione del ciclo produttivo dell'impianto - aggiunge il presidente del Consiglio comunale - un altro aspetto di non poca importanza da considerare e di cui discutere riguarda la tutela del territorio. È necessario infatti constatare che se da un lato l'azienda ha fornito negli anni importanti livelli occupazionali, dall'altro l’insediamento industriale ha notevolmente 'appesantito' il nostro paese sotto l’aspetto paesaggistico ed ambientale. Riteniamo che questa comunità, i lavoratori, le rappresentanze istituzionali e politiche del territorio debbano conoscere nello specifico la destinazione che l’azienda intenderà dare ai 700 ettari che occupa sul territorio". 

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