Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

"Non ci sono più soldi e il sistema idrico rischia di collassare prima del due agosto": l'allarme di Venuti

Dipendenti, fornitori e aziende collegate sono sul piede di guerra: nessuno più vuole lavorare per l'ex Girgenti Acque

(foto ARCHIVIO)

Non ci sono più i soldi per pagare le bollette della luce e del telefono, figurarsi per pagare acqua e aziende che forniscono i servizi o i dipendenti, e molti fornitori di materiali e servizi si stanno tirando indietro rispetto agli impegni presi temendo di perdere più di quanto hanno già perso nel recente passato: il servizio idrico rischia adesso di collassare entro il mese.

A lanciare un ennesimo appello, stavolta con toni che appaiono davvero allarmanti, è il commissario prefettizio Gervaso Venuti. Tutto è contenuto in una lunga lettera inviata alle autorità di competenza, evidenziando come in questo momento la gestione del servizio idrico sia a rischio "default".

"L'attuale disponibilità finanziaria - dice Venuti - è assolutamente insufficiente alla gestione del servizio idrico e la situazione si aggraverà di giorno in giorno dovendo trasferire una quota maggioritaria degli incassi alla gestione fallimentare". Comunque, precisa Venuti, anche se incassasse interamente quanto bollettato (e molti utenti hanno già iniziato a non pagare), il rischio crollo sarebbe dietro l'angolo. 

Secondo quanto ricostruito dal commissario, il personale protesta, i dirigenti minacciano di dimettersi dall'incarico e "la gestione commissariale non ha più capacità di influenza sui fornitori e in buona misura anche sui dipendenti, in considerazione della criticità economica in cui oggi versa che non consente di assumere alcun credibile impegno, e della prossima scadenza del mandato".

In questo momento la gestione commissariale non è in condizione di effettuare gli interventi per riparazione di guasti pure urgentissimi sia in ambito idrico che fognario con conseguenti rischi igienico-sanitari facilmente immaginabili.

"Non si possono richiedere interventi a fornitori che effettuano auto espurgo - continua Venuti -, in quanto le tre ditte accreditate non sono disponibii per rilevanti crediti o danni patiti in conseguenza della dichiarazione di insolvenza.  Le ditte che effettuano trasporto a cui vengono conferiti i fanghi da depurazione sono tutte indisponibili, per problemi legati ai mancati pagamenti - continua - e si registrano anche diffide di interruzione dei servizi del fornitore di telefonia-internet e di stampa e spedizione delle bollette".

"Tutto ciò - conclude - porta a ritenere che il servizio pubblico essenziale possa collassare prima della data del 2 agosto senza che lo scrivente e il personale possano evitare tale collasso".

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