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Traffici illeciti / Canicattì

"Ha messo in vendita su internet una moneta bronzea greca": denunciato

I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo, quasi quotidianamente, passano al setaccio le varie piattaforme di e-commerce. Sequestrato l'oggetto che è in fase di analisi per stabilire se sia autentico o fasullo

Vendita di beni archeologici su piattaforme e-commerce. È sempre più importante - non nuova, ma rilevante e significativa - la frontiera dei traffici illeciti. Ed è cercando di prevenire e reprimere anche questo "fronte" di illegalità che i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo, quasi quotidianamente, passano al setaccio i vari siti internet di compravendita. In uno di questi, in bella mostra e in vendita, c'era una moneta bronzea d'epoca greca. Una moneta per la quale si chiedevano alcune centinaia di euro. I militari dell'Arma, sempre impegnati a contrastare il traffico illecito di beni archeologici e i furti di beni culturali, hanno iniziato a lavorare sull'annuncio: c'era da capire chi, e da dove, la moneta veniva messa in vendita. Accertamenti e attività investigative non difficili per i carabinieri. Investigazioni che li hanno condotti a Canicattì. 

Chi l'ha messa in vendita è stato denunciato alla procura della Repubblica e la moneta bronzea d'epoca greca è stata, naturalmente, sequestrata. Se sia vera o fasulla ancora non si sa. Spetterà - e analisi e accertamenti tecnici sono ancora in corso - agli specialisti della Sovrintendenza stabilirlo. Molto spesso sulle piattaforme e-commerce ci sono delle "sole", spacciate appunto per beni archeologici di pregio. A seconda degli esiti degli esami, naturalmente, il canicattinese - attualmente indagato per ricettazione - rischierà di veder aggravare la propria posizione giudiziaria.

Anche questo sequestro e la denuncia rientra nel consuntivo dell'attività operativa del 2023 dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo che hanno recuperato 3.583 beni archeologici, 80 reperti di interesse storico e denunciato complessivamente 41 persone. 

Nucleo Tutela patrimonio culturale carabinieri, esiti attività 2023

Il bilancio

In tema di furti di beni culturali nel 2023, è stato registrato un decremento con 12 reati predatori denunciati rispetto ai 14 dell’anno precedente, commessi nei luoghi espositivi pubblici (2), luoghi di culto (6), biblioteche (1) e luoghi privati (1): nel caso specifico di biblioteche, gli ammanchi sono emersi a seguito di controlli inventariali e, pertanto, sono riferibili ad anni precedenti.

L’attività di prevenzione ha certificato l’esecuzione di 471 controlli finalizzati alla sicurezza dei luoghi della cultura, quali musei, archivi, biblioteche e aree archeologiche e/o tutelate da vincoli paesaggistici. Le verifiche hanno altresì riguardato gli esercizi commerciali di settore, con numerosi controlli amministrativi presso mercatini, fiere e antiquari che rivestono un ruolo fondamentale per contrastare la ricettazione di beni rubati. Infatti, i dati acquisiti vengono successivamente confrontati con quelli presenti nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal comando carabinieri Tutela patrimonio culturale, la più grande banca dati di opere d’arte rubate al mondo. 

L’azione di contrasto sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria, d’iniziativa o su delega dell’autorità giudiziaria, finalizzate al recupero dei beni culturali trafugati e all’individuazione dei sodalizi criminali operanti nel settore. Nel 2023, sono state deferite in stato di libertà 41 persone per diversi reati (prevalentemente furto, ricettazione, contraffazione di opere d’arte e per reati in danno del paesaggio) e sono stati sequestrati beni culturali illecitamente sottratti per oltre 1.500 milioni di euro, con l’esecuzione di 36 perquisizioni.

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