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Polo universitario Agrigento, Vallicaldi: "Battersi per salvarlo"

Per l'associaizone il Polo ha prodotto effetti virtuosi con significative ricadute economiche e culturali. "Ci auspichiamo che la Regione si esprima presto in favore del mantenimento di questo importantissimo servizio per la città di Agrigento e che si faccia carico di sostituire la stessa Provincia nella erogazione di tali finanziamenti", dicono

"Alla luce dei nuovi risvolti riguardanti il futuro del Polo Universitario di Agrigento sentiamo il dovere e la necessità di prendere una posizione netta all'interno di una vicenda caratterizzata da grande nebulosità." Lo dice Gioele Farruggia del "Laboratorio Vallicaldi".

"Bisogna intanto chiarire che quella che gli studenti, le associazioni e i cittadini stanno portando avanti non è una battaglia di diritto, vale a dire non si sta difendendo il diritto allo studio, quanto piuttosto la necessità di tutelare lo sviluppo territoriale dell'intera provincia di Agrigento che si trova sempre più in grande difficoltà e per la quale la chiusura del Polo potrebbe rappresentare il colpo di grazia definitivo. Ma c'è di più - continua Farruggia - quello che avviene ormai da anni su questa vicenda è un accanimento morboso nei confronti di ragazzi e ragazze che hanno deciso di investire in un territorio così difficile e che ancora oggi si trovano costretti a combattere per mantenere vive le loro speranze di rinascita, nonostante i continui tira e molla di una classe politica che ha disatteso, troppe volte, le tante promesse fatte".

Per il componente l'associazione, da quando vent’anni addietro l’Università di Palermo ha istituito un suo polo di studi ad Agrigento, la città ne ha tratto immediato beneficio nei termini molteplici della sua proiezione di crescita per l’intera comunità locale. Studenti del luogo hanno potuto usufruire di una didattica di alto profilo nella loro città di residenza, potendo solo opzionalmente preferire la più nota sede regionale dell’Università; studenti provenienti da tutta la Sicilia hanno altresì avuto l’opportunità di poter usufruire di un nuovo ateneo ubicato in una città a piena misura d’uomo e nota in tutto il mondo per le sue bellezze storico-archeologiche.

"Circostanze, queste, che hanno prodotto effetti virtuosi con significative ricadute economiche e culturali, più segnatamente l’incremento di attività commerciali e un nuovo dinamismo immobiliare, e, sulla collettività, un incremento del senso civico e una evidente crescita di fruizione e soprattutto di produzione culturale - dice ancora Farruggia -. Riteniamo dunque che questo intero processo non debba essere interrotto ma anzi potenziato, coniugando ulteriori servizi, e diffuso con maggiore chiarezza e lungimiranza affidando il futuro della provincia ad una prospettiva di sviluppo culturale e professionale a lungo termine, attraverso la definizione di corsi di specializzazione di eccellenza che sappiano esaltare le grandi potenzialità del territorio e ridefinire un nuovo e più stretto legame con lo stesso. Eliminare questa opportunità sarebbe un errore politico, l'ennesimo, imperdonabile. Ci auspichiamo che la Regione si esprima presto in  favore del mantenimento di questo importantissimo servizio per la città di Agrigento e che si faccia carico di sostituire la stessa Provincia nella erogazione di tali finanziamenti. Siamo determinati a portare avanti la battaglia per l'Università e ci auguriamo che la città tutta (dalle forze politiche ai cittadini) risponda in maniera decisa sulla necessità del mantenimento del polo universitario ad Agrigento".

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