Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Al via gli scavi per il teatro di Akragas, Alfano: "Sicilia California d'Europa"

A Casa San Filippo conferenza stampa del ministro dell'Interno, dell'assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio, dei vertici del Parco, dei rappresentanti del Politecnico di Bari e dell'università di Catania

Il ministro Angelino Alfano, con l'assessore Carlo Vermiglio (Foto: Montana Lampo)

È il giorno degli scavi che potrebbero portare alla luce il teatro dell'antica Akragas. L'avvio di lavori è stato preceduto da una conferenza stampa a Casa San Filippo, sede del Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi. Presenti il ministro dell'Interno Angelino Alfano, l'assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio, i vertici del Parco, le autorità locali, ed i rappresentanti del Politecnico di Bari e dell'università di Catania. 

ALFANO: "SICILIA PUO' DIVENTARE CALIFORNIA D'EUROPA" - "La Sicilia, - ha detto il ministro Alfano - io ne sono convinto dentro il mio cuore prima ancora che dentro la mia testa, può essere per l'Europa ciò che la Florida è per gli Stati Uniti d'America con un di più di beni culturali e con un di più di storia che noi mettiamo a disposizione non solo dell'Europa, ma di tutto il mondo".

"Per fare questo - ha aggiunto il ministro - noi dobbiamo migliorare una serie di performance dal punto di vista della ricettività e dal punto di vista degli investimenti. E' il momento storico giusto perché è cambiata la narrativa sulla Sicilia. Secondo voi, nella Colombia, ai tempi di Pablo Escobar, era possibile incentivare il turismo? Era impossibile. E così nei tempi delle bombe in Sicilia e della mafia che appariva vincente, sarebbe stato possibile fare una narrativa con una Sicilia dello sviluppo e del rilancio? Con questa mafia che lo Stato ha messo in ginocchio, anche se non ha battuto definitivamente, e con questa idea che il bene in Sicilia sta prevalendo sul male, è possibile costruire una nuova narrativa della Sicilia capace di attrarre i turisti e di trasformare la Sicilia nella Florida d'Europa".

"È una ricerca che dura da decenni o da secoli – ha proseguito il ministro - e speriamo che questa sia l'occasione giusta e la volta buona. Che ci sia un edificio lo dicono prove di evidenza scientifica. L'archeologia impone, esige, rigore e quindi nessuno può dire che sia certo, però questa volta secondo gli esperti c'è davvero l'occasione perché sia la volta buona". "È evidente che scopriremo solo alla fine quello che c'è - ha aggiunto il ministro - . Però al tempo stesso occorre insistere e vale la pena di puntare tutto l'impegno di cui le istituzioni regionali dispongono per provarci fino in fondo. La scelta del governo regionale di fare questa insistenza è una scelta meritevole di un applauso". Sottolineando il dato di crescita del turismo in Sicilia, il ministro dell'Interno ha ribadito, inoltre, che "la Sicilia ha un turismo che cresce dieci volte in più rispetto alla media di crescita nazionale del Paese. La Sicilia, ne sono convinto, può essere per l'Europa ciò che la Florida è per gli Stati Uniti".

VERMIGLIO: "AGRIGENTO AL CENTRO DEL CLASSICISMO" - "Con questa scoperta, Agrigento si ritrova ancora al centro del Classicismo, dell'universalità. Agrigento, la Sicilia, centro culturale ed economico, nell'antichità, di straordinaria importanza". Lo ha detto l'assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio. "Gli scavi si faranno - ha spiegato - verosimilmente in due mesi. Su come si articoleranno sarà il direttore del Parco a darci radici più tecniche. La Regione è sensibilissima, non solo a questo tipo di lavoro, ma a tutto ciò che rappresenta cultura, scienza ed economia. Siamo attentissimi e non sottovaluteremo nessuna iniziativa. Anzi saremo pronti ad aiutare e fare tutto ciò che è necessario".

ALLA RICERCA DELL'ANTICO TEATRO - Gli scavi archeologici che partono oggi e che comprenderanno anche l'area del tempio romano dureranno circa due mesi. Si tratta di una campagna finanziata con i fondi del Pon Cultura 2014/2020". A renderlo noto è stato il direttore del Parco archeologico Giuseppe Parello. Gli scavi nell'area Sud dell'agorà del tempio romano saranno coordinati appunto dal Parco archeologico di Agrigento, che è diretto da Giuseppe Parello, e dallo staff tecnico scientifico dell'unità operativa archeologica guidata da Carmelo Bennardo e composta dalle archeologhe Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo. La direzione scientifica sarà condivisa con il Politecnico di Bari, la cui equipe è diretta dall'architetto Monica Livadiotti e dall'archeologo Luigi Caliò, oggi docente all'università di Catania.

Gli archeologi e la direzione del Parco, fino ad ora, hanno usato il linguaggio della prudenza. Nessuno di loro ha parlato mai di teatro greco. S'è detto, piuttosto, di "un gradone ad andamento semicircolare lungo il margine meridionale dell'area dell'agorà", di "un sistema di grande monumentalità, raffrontabile ad un edificio di tipo teatrale" e del fatto che "l'età apparente delle strutture emerse risalirebbe al periodo Ellenistico-Romano". Gli esperti, di fatto, hanno preso tempo e, chiaramente, hanno aggiunto che "servono evidenze scientifiche". Servono gli scavi archeologici per avere piena certezza del tipo di ritrovamento fatto. 

Agrigento, come al solito, si è divisa. Anzi si è letteramente frammentata. Molti hanno cavalcato l'onda dell'entusiasmo e, davanti ad una tazzina di caffè al bar, hanno sognato il "ritorno economico" che da quella scoperta potrebbe arrivare alla città dei Templi. Altri hanno continuato ad insistere sul fatto che l'antico teatro di Akragas si trovi in piazza Ravanusella. Qualcuno ha parlato di "una semplice cavea". 

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