Niente più prenotazioni disponibili per la Valle, anche le guide turistiche restano fuori

I lavoratori sono sul piede di guerra: dopo quasi tre mesi di stop non potranno ancora tornare a lavorare all'interno del Parco archeologico

(foto ARCHIVIO)

Riaperta la Valle dei Templi, i ticket di accesso sono già terminati fino al prossimo 7 giugno e le guide turistiche sono sul piede di guerra.

A denunciare una situazione ritenuta contraddittoria e veramente al limite è stata sui social la guida Giovanna Lombardo già nel primo giorno di ripresa dell’attività dell’area archeologica, dal 30 al 7 giugno, come noto, visitabile in modo gratuito e, appunto, attraverso prenotazione e un numero regimentato di visitatori. Tanto regimentato che a restare fuori dai cancelli sono innanzitutto le stesse guide.

Riaprono i cancelli della Valle dei Templi: centinaia le prenotazioni già ricevute

“Già sabato pomeriggio le prenotazioni erano possibili solo a partire dal 3 giugno – spiega Lombardo – e, rapidamente, sono finiti anche i ticket per i giorni successivi. Questo significa che un eventuale turista deve attendere più di una settimana prima di poter entrare. Ma non è tutto qui, perché il Parco, diversamente da quanto si sta facendo in altre realtà, ha deciso che anche le guide turistiche devono prenotare il biglietto per accedere. Quindi, dato che è tutto già preso, anche ci fosse qualcuno che ha necessità di una guida turistica non potrei comunque lavorare. Si tratta – continua Lombardo – di un atteggiamento ostile e di una vera e propria concorrenza sleale da parte del parco Valle dei templi nei confronti delle guide turistiche abilitate della Regione Siciliana. Altrove le guide, ad esempio a Piazza Armerina, non hanno bisogno di prenotare l'ingresso per potere lavorare. Perché alla Valle invece si?”.

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Ingresso all'area archeologica: ecco tutte le nuove regole da seguire

Tutto dipende, in sostanza, dal sistema scelto dal Parco per la gestione dei flussi in entrata, al momento ancora contingentati in attesa del completamento dei lavori di adeguamento dei percorsi “Covid-free” che possano evitare il rischio contagio quando – si spera – il numero di persone dentro il Parco sarà maggiore. Una procedura che comunque è ancor più conservativa di quella prevista dalla stessa Regione, la quale, attraverso il Dipartimento per i beni culturali, ha dato indicazioni ben precise.

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