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La Valle dei Templi

La Valle dei Templi

"Unesco all'italiana", Legambiente bacchetta la Valle dei Templi

Nel report realizzato dall'associazione ambientalista messe in luce diverse questioni da risolvere: dalla governance ai piani di sviluppo

Come "funziona" la Valle dei Templi, almeno sotto il profilo di bene dell'umanità inserito nella lista Unesco? La risposta è in chiaroscuro. A tracciare infatti un quadro non del tutto ottimale è un report realizzato da Legambiente e che si chiama, appunto “Unesco all’italiana”.

Se lungo è l’elenco dei piccoli e grandi problemi, dalla segnaletica alla viabilità pedonale, passando dai piccoli e grandi problemi di fruizione rispetto ai quali comunque si sta cercando negli anni di dare una risposta, una porzione importante del report è dedicata a temi più spinosi e “politici”. Stiamo parlando in particolare del Consiglio del Parco.

“Alcuni – dice lo studio - si chiedono fino a che punto questa autonomia può intendersi anche come indipendenza dalla politica, quando, oltre al sindaco, la nomina del presidente del consiglio del parco è fatta direttamente dall'assessore, quella del soprintendente non esente da condizionamenti politici e quella del direttore fatta dalla Giunta di Governo”.

Legambiente va giù pesantissimo anche per quanto riguarda la struttura degli esperti esterni nominati dal presidente della Regione in qualità all’epoca di assessore ai beni culturali tra quelli designati da fondazioni o associazioni, stante che Musumeci ha scelto solo “associazioni che si occupano di archeologia e a discapito di quelle che si occupano di beni culturali, di paesaggio e di ambiente. Infatti, sono stati nominati 3 componenti appartenenti a Gruppi Archeologici d'Italia, Associazione Nazionale Archeologi, Archeoclub d'Italia”.

Al netto di queste vicende, che non sono comunque secondarie dato che riguardano la governance della struttura regionale, Legambiente punta il dito sull’assenza ancora di un Piano del Parco approvato ( uno è stato adottato nel lontano 2008 e, dice l’Assessorato, si sta adesso lavorando per l’approvazione ad almeno 12 anni di ritardo) ma definisce anche poco adeguato l’attuale piano di gestione, redatto nel giugno 2005, “poiché delinea l'integrazione con la pianificazione negoziata - all'epoca, in corso di elaborazione o di esecuzione - che oggi risulta superata e deludente rispetto ai risultati di sviluppo locale che ci si attendeva”.

Ma non solo, l’associazione chiede l’inserimento all’interno del sito Unesco del tempio dorico inglobato nella chiesa di Santa Maria dei Greci – che il Parco oggi amministra insieme a molti altri siti regionali della provincia - che fa parte , dicono “del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi”. “Meritevole di attenzione – secondo Legambiente – sarebbe invece l'eventuale apposizione di un vincolo archeologico sulle rovine del Tempio di Zeus che sono state utilizzate per la costruzione del molo di ponente del porto di Porto Empedocle, ben visibili e riconosciute come autentiche dagli studiosi”.

L’associazione, inoltre, contesta come “troppe auto sono autorizzate a percorrere le strade del Parco chiuse al traffico e altrettante sono parcheggiate presso i posti di guardia, presso l'altare del Tempio di Zeus o di Villa Aurea”. Legambiente, nel proporre che il Parco realizzi un servizio di navetta per i dipendenti per evitare appunto il movimento di mezzi dentro la Valle, denuncia un fatto curioso. “Gli operai che hanno lavorato presso il Tempio di Giunone nel 2019 – dicono nel documento - hanno regolarmente parcheggiato le proprie auto a ridosso dell’altare, a pochi metri dal Tempio e durante la pausa hanno consumato la colazione comodamente seduti al suo interno, mentre i visitatori li guardavano increduli”.

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