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Undici mila euro da restituire con scadenza, Cutrò: "La burocrazia è peggio della mafia"

Per l'ex testimone di giustizia altre cinque cartelle esattoriali evase per debiti accumulati nel periodo post denunce

 

"Chiedo al presidente della Regione di rottamare queste cartelle, di baipassare al ministero dell’Interno e di liberare la nostra terra da questa burocrazia che è peggio della mafia. Se la mia via ha un valore, che qualcuno glielo dia e paghiamo così questi debiti”.

Queste sono state le parole dell’ex testimone di giustizia Ignazio Cutrò,  dette ai microfoni di AgrigentoNotizie , dopo il recapito, di riscossione Sicilia,  delle cinque cartelle esattoriali da oltre 11 mila euro che l’imprenditore di Bivona deve pagare entro e non oltre, mercoledì 22 gennaio 2020.

Cartelle esattoriali per Cutrò, l'ex testimone di giustizia: "Mi dò fuoco"

I debiti accumulati con l’erario da Cutrò, per come più volte dichiarato dallo stesso, sono dovuti al blocco della sua azienda edile dopo le denunce sporte contro la famiglia mafiosa di Bivona che rivendicava la “messa in regola” dalla  ditta specializzata in movimento terra. 

Cutrò dunque si appella alla sensibilità del governo Musumeci per l’estinzione definitiva dei debiti con l’erario e si dice pronto a rinunciare alla cittadinanza italiana, qualora nessuna istituzione competente, desse delle risposte concrete al suo problema. 

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