Un empedoclino al teatro dell'Opera di Roma, Giovanni Castelli: "Ballo con la Sicilia nel cuore"

Ha lasciato la sua Porto Empedocle a 12 anni, un bimbo. Si è diplomato in una delle accademie di danza più prestigiose di sempre

Giovanni Castelli

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Quando hai 12 anni e sai già da che parte stare, sei un piccolo grande uomo. Lasciare la propria città ancora prima di diventare un adolescente, perché a 12 anni, sei ancora piccino,  ma i tuoi sogni – spesso e volentieri – sono più grandi di te. Non importa dove e quando, il sogno è quello di ballare. L’ambizione diventa la migliore compagna di viaggio, per questo le porte del successo si possono spalancare quasi all’improvviso. Il nuovo volto della settimana è quello di Giovanni Castelli.

Le sue punte si fanno sentire nel prestigioso teatro dell’Opera di Roma. Teatro, che ha come direttore la palermitana, Eleonora Abbagnato. Giovanni non ha avuto paura, ha studiato, ha sudato ed è caduto ma ogni volta ha trovato un motivo in più per rialzarsi. Oggi è un ballerino affermato, ma non ditegli di smettere di studiare. I primi passi di danza mossi in quel di Porto Empedocle, per poi capire che il talento era troppo per non osare.

Ecco la storia di Giovanni

“Ciao a tutti sono Giovanni. Mi sono trasferito a Roma molto presto, ormai vivo fuori da 14 anni. Mi sono diplomato al teatro dell’Opera, ho ballato con grandi nomi della danza ed ogni volta è stata una grande emozione. Inizialmente vivevo in delle case famiglia, poi ho scelto altro. Non è facile diplomarsi al teatro dell’opera, sono contento d’esserci riuscito. Ho lasciato la famiglia quando ancora ero un bimbo, andare via da casa a 12 anni non è semplice”.

- Ti manca Porto Empedocle?

“Mi manca la mia famiglia. Mi manca il mare, ma la normalità ed il calore familiare, si quello mi manca tantissimo. Ovviamente anche gli amici, le feste ed i giochi”.   

- Cosa cambieresti di Porto Empedocle?

“Vedere tutti quei cumuli di rifiuti non fa piacere. Vorrei che si trovasse un punto di incontro affinché la mia città torni a sbocciare”.

- Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

“Vorrei invitare i ragazzi ad inseguire i propri sogni. Ogni passione deve essere realizzata. C’è una bellezza che tutti noi portiamo dentro, spesso proviene dai nostri posti. Io sul palco mi porto la Sicilia dentro. Vorrei che sfruttassimo al massimo la bellezza del nostro territorio. La mia città è piena d’arte, vorrei che si sfruttasse di più.  I ragazzi devono inseguire i sogni, le ambizioni. Sempre”.

- Sogni di tornare?

"Io da vecchio mi vedo a Porto Empedocle. Si, immagino di invecchiare lì. Ma tornare per far cosa? Amo il lavoro che faccio. Sono molto legato alla mia professione, ho sudato tanto per ottenere ciò che sono oggi. La Sicilia sforna talenti, talenti veri. Non c’è, purtroppo, nessun teatro con un corpo di ballo stabile. Questo è un peccato. Sogno di ballare al Pirandello? Chi non lo farebbe. Sarebbe speciale. Avere tutta la mia famiglia lì, che bellezza. Ogni tanto parlo con Eleonora Abbagnato, ci confrontiamo su tante cose. Per me è un onore. Vorrei ringraziare anche la scuola Progetto danza di Porto Empedocle di Liana e Daniela Bartolomeo”.

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(Vuoi raccontare la tua storia scrivi a Federica.barbadoro@citynews.it)

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