Polizia penitenziaria, UilPa: «Dap ha dimenticato la Sicilia»

Mancano 8 direttori e 1200 poliziotti penitenziari, scrive il sindacato, e nell'Agrigentino si tratta di 51 unità

«E' da almeno 10 anni che in Sicilia non viene ristabilito l’esatto numero di poliziotti penitenziari, portando il numero di carenze a quasi 1200 unità, ora speriamo che il capo della Polizia penitenziaria nell’assegnare il personale del 169esimo e 170esimo corso allievo agenti non si dimentichi della propria terra ristabilendo almeno il turn-over generato dai pensionamenti nell’ultimo decennio….».

Con queste parole Gioacchino Veneziano, coordinatore regionale Uil-Penitenziari, ha inoltrato una nota al capo del Dap in ordine al «collasso del sistema penitenziario siciliano dove nelle strutture carcerarie distribuite in tutto il territorio, il personale di Polizia Penitenziaria è di circa 3900 unità, rispetto le quasi 5000 previste. Di queste 3900 presenti, 700 si occupano del servizio Traduzioni e Piantonamenti, il 10per cento surroga la carenza di personale amministrativo, altri 80 tra Provveditorato, Uffici Esecuzione Penale Esterna, altre 30 unità sono impiegati per la tutela di alte personalità politiche e dell’Amministrazione penitenziaria, e detraendo il tutto compresi quelli assenti per riposo e congedo, solo 1600 poliziotti si occupano nell’arco delle 24 ore di vigilare sulla sicurezza delle carceri e sui quasi 6000 detenuti presenti. La Uilpa Penitenziari ha stilato una sorta di classifica per grado di carenza di personale» che per l'Agrigentino ammonta a 51 unità. 

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Per il coordinatore della  UilPa Penitenziari Siciliana «lo scandalo sta pure nella totale assenza di direttori in carceri importantissimi, come Agrigento e Sciacca, che conferma la totale mancanza di attenzione del Dipartimento amministrazione penitenziaria verso la Sicilia. Speriamo - conclude Veneziano - che il ministro Orlando, e il capo del dipartimento Santi Consolo  inizino a prendere atto che in queste condizioni il sistema in Sicilia è solo prossimo allo sfascio e che la politica del risparmio nel sistema sicurezza e verso i diritti del personale porta solo a rovine e danni irreparabili».

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