Mancata chiusura delle scuole, la Uil: "Sorpresi da questa decisione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Siamo rimasti sorpresi nell'apprendere che le scuole ad Agrigento rimarranno aperte. Il sindaco, Franco Micciché, ci aveva rassicurato che le avrebbe chiuse fino al sei aprile. Ma di certo c’è solo che tra l’autorità sanitaria della Provincia di Agrigento e le autorità locali, compreso il Presidente della Regione Siciliana, oggi competente alla chiusura temporanea degli Istituti in virtù del Dpcm del 6 marzo u.s. qualcosa è andato storto, anzi sembra proprio che non si siano sentiti. Eppure, con l’ordinanza n. 20 del 10 marzo u.s. il Presidente Musumeci ha avuto modo di intervenire per un vasto territorio della Regione, dichiarando zone rosse molti centri importanti, nulla invece di tutto questo per le  scuole della Provincia di Agrigento, come se fossero un corpo estraneo di questa difficile e complessa emergenza epidemica.  Gli chiediamo, quindi, di spiegarci cosa è successo e di intervenire con molto rigore affinchè poi non si dica che è troppo tardi. Abbiamo sentito diversi presidi, dirigenti didattici e docenti che ci hanno manifestato la loro preoccupazione, i loro timori visto che il virus sta circolando moltissimo. Facciamo presente che molti di loro non sono stati sottoposti a vaccino. Siamo convinti che in questo momento la Dad sia l'unica via di uscita anche se non siamo favorevoli a questa soluzione, ma il pericolo che i contagi continuino a crescere è altissimo".

Lo dichiarano il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto e quello della Uil Scuola, Lillo Burgio.

"In ogni caso - continuano - bisogna in tutti i modi pressare le istituzioni affinché tutto il personale della scuola venga vaccinato rapidamente. Il fatto di non avere chiuso le scuole, potrebbe far aumentare i contagi nelle scuole e quindi nelle famiglie con tutti i pericoli connessi. Purtroppo, continuiamo a contare i morti. In relazione  alla  programmazione  del piano vaccinale  anti - Covid previsto  dalle Regioni per tutto il personale  in servizio le soluzioni esistono, basta solo la volontà  politica per trovare gli strumenti più rapidi ed efficaci  per rispettare  il sacrosanto diritto alla salute  del personale  e degli alunni, un diritto della persona,che non può essere affidato ai gesti isolati, né può essere affidato ai Dirigenti Scolastici  che, non riuscendo a garantire  il regolare svolgimento delle attività didattiche, con determinazione e senso di responsabilità verso la comunità  educante e la richiesta pressante di vaccinazione di tutto il personale scolastico".

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