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Vendita di souvenir, acqua e gelati nella Valle: scarsi gli incassi per i commercianti

Si va dalle 7 alle 20mila euro annue di introito lordo: poco, se si considera che il Parco ogni anno è visitato da quasi un milione di persone

Sarà la crisi, sarà che il turismo "mordi e fuggi" è diventato, se possibile, ancora più "mordi e fuggi", ma i numeri ci dicono che svolgere un'attività commerciale nei pressi della Valle dei templi non è poi così economicamente vantaggioso come si penserebbe.

A dirci quanto fatturano, o almeno, quanto hanno fatturato nel 2018, sono loro stessi. Questo perché, per regolamento della concessione, oltre a pagare alcune centinaia di euro per l’occupazione dell’area, versano il 10% dei ricavi proprio al Parco. Così scopriamo che, appunto, un chiosco che vende bibite, acqua e gelati, alla fine fattura, al lordo, circa 7mila euro annue, mentre un’attività che vende gadget e souvenir si ferma a quota 20mila euro annue lorde (versano, quindi circa 700 e 2mila euro al Parco archeologico).

Diversi i periodi di apertura delle strutture (una è in esercizio solo nel periodo estivo, l'altra lavora tutto l'anno) ma comunque numeri che poco si sposano con il milione di visitatori che ogni anno ormai registra l'area archeologica. L'offerta non è gradita dal turista o questo ormai spende sempre meno sul territorio anche per una semplice bottiglietta d'acqua? 

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