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Licenziamento illegittimo, Corte d'appello: reintegrare il lavoratore

Confermata la sentenza del maggio del 2020 del tribunale di Agrigento che aveva già condannato la Tua srl anche al risarcimento economico pari a 12 mensilità di retribuzione

La sezione lavoro della Corte d'appello di Palermo ha respinto l’impugnazione - proposta dalla Tua Srl - contro il proprio dipendente Giuseppe Donisi, segretario generale della Filt Cgil di Agrigento, sul licenziamento avvenuto nel 2017. Il dipendente è stato assistito, in primo e secondo grado, dall’avvocato Alessandro Rampello.

La Corte d’appello ha, di fatto, confermato la sentenza con cui il tribunale di Agrigento, a maggio del 2020, ritenendo il licenziamento illegittimo e ingiusto, aveva già condannato la Tua srl a reintegrare il lavoratore nel proprio posto di lavoro, riconoscendogli un risarcimento economico pari a 12 mensilità di retribuzione ed  condannando l’azienda a pagare i contributi previdenziali e assistenziali dalla data del licenziamento all'effettivo reintegro oltre che al pagamento delle spese processuali a cui l’azienda non aveva nei fatti ottemperato. Adesso, dunque, la Tua Srl - che gestisce il trasporto pubblico - è stata condannata a reintegrare il lavoratore licenziato. 

La Cgil di Agrigento (che ha reso noto la sentenza d'appello), assieme alla Filt-Sicilia, hanno espresso "piena soddisfazione per la sentenza avendo ritenuto il licenziamento sin da subito immotivato e inaccettabile e le motivazioni della sentenza hanno reso evidente la volontà di colpire il lavoratore per fatti che la stessa Corte d’appello di Palermo ha dichiarato immotivate ed insussistenti". 

Sulla vicenda interviene anche la Tua che precisa: "La stessa Corte ha, tuttavia, stabilito che pur riscontrandosi “irregolarità del servizio” nella condotta di Donisi, tali irregolarità non sarebbero sufficientemente gravi per giustificare un licenziamento ritenendo, invece, congrue sanzioni di natura diversa. LA Tua - si legge nella nota diffusa dall'ufficio stampa della ditta - sta valutando di ricorrere in Cassazione, ritenendo grave, a proprio avviso, che un dipendente interrompa il servizio di linea urbana, come accertato, in orario di uscita degli studenti da scuola".

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