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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

"Nessuna complicità con la coop che truffava l'ente ma tanta negligenza": chiesta assoluzione per il direttore del Parco

Proposte altre quattro condanne, secondo il pm Elenia Manno "non c'era alcuna organizzazione per delinquere ma i funzionari consentirono il raggiro per lassismo"

Non era stata messa in piedi alcuna associazione a delinquere perchè "manca la minima struttura organizzativa" e l'attuale direttore del Parco Archeologico di Agrigento, Roberto Sciarratta, "non aveva alcun accordo con la coop che gestiva i posteggi nella Valle dei Templi e truffò l'ente facendo la cresta". Sia Sciarratta, all'epoca - nel 2011 e nel 2012 - dirigente di un'Unità operativa che Maurizio Attanasio, altro funzionario responsabile del procedimento di concessione delle aree, secondo il pubblico ministero Elenia Manno, "consentirono i raggiri per grosse negligenze ma senza il necessario dolo che serve per configurare l'associazione a delinquere, reato di cui sono imputati, o altre ipotesi come l'abuso di ufficio".

Nei loro confronti è stata chiesta l'assoluzione "per non avere commesso il fatto". Stessa richiesta, limitatamente all'accusa di associazione a delinquere, per i quattro responsabili della cooperativa Lagana. "Non esisteva nessuna organizzazione, in senso tecnico - ha ribadito il magistrato della Procura, siamo in presenza di una truffa".

La Lagana, riconducibile a Carmelo Vella e ai figli Giuseppe e Sonia, in particolare – secondo l’ipotesi della Procura – violando le procedure previste dal bando e la convenzione stipulata fra il Comune e il Parco, avrebbe omesso di informatizzare la gestione del parcheggio, utilizzando le park card e applicando prezzi maggiori in modo da trattenere la differenza alla luce pure del fatto che il Parco avrebbe dovuto incassare una percentuale. Contestata anche la mancata corresponsione del canone annuo di 10 mila euro.

Nella lista degli imputati anche Alfonso Zammuto, 69 anni, altro responsabile della Lagana. "I testi ci hanno confermato - ha aggiunto il pm - che erano loro a gestire, di fatto, l'attività". Per Carmelo Vella, "il vero e proprio titolare di fatto - ha sottolineato il pm Elenia Manno - della coop", è stata chiesta la condanna a un anno e sei mesi di reclusione per l'accusa di truffa aggravata. Un anno ciascuno per gli altri tre imputati. 

I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno fissato altre tre udienze. Il 21 novembre e il 12 dicembre i legali degli imputati (fanno parte del collegio difensivo gli avvocati Olindo Di Francesco, Antonino Casalicchio, Daniela Posante, Grazia Marchese, Antonella Arcieri, Pierluigi Cappello e Salvatore Maurizio Buggea) illustreranno le loro arringhe. Il 19 dicembre - dopo le eventuali repliche - sarà emessa la sentenza.

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