Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

"Maxi truffa con finto sindacato", slitta requisitoria per 15 imputati

Per un disguido, dopo il trasferimento del processo dall'altra sezione, non è stato sentito il perito. L'atto istruttorio andrà ripetuto prima delle conclusioni del pm. Gli imputati sarebbero riusciti a ricevere costose forniture e non pagarle

(foto archivio)

Il perito che ha trascritto alcune intercettazioni, per un disguido legato al trasferimento del processo da una sezione all'altra, non è stato ascoltato in aula. 

Slitta, quindi, al prossimo 8 luglio, la requisitoria del processo scaturito dall'operazione “Colpo di fulmine” che avrebbe sgominato un giro di maxi truffe a ditte e multinazionali di mezza Italia attraverso le insegne di una fantomatica confederazione.

Nel processo, in dirittura di arrivo davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, sono imputati in quindici. I reati contestati sono l'associazione a delinquere, la truffa e la ricettazione. Secondo l’accusa, utilizzando carta intestata falsa della Regione, si sarebbero finti componenti di una fantomatica confederazione e in questo modo sarebbero riusciti a truffare numerosi fornitori facendo arrivare materiale per oltre due milioni di euro che poi non veniva pagato. 

Sotto accusa: Benedetto Maria La China, 36 anni, di Delia; Elvys Claudio Mario La China, 40 anni, di Delia; Ignazio La China, 59 anni, di Delia; Angelo La Vaccara, 55 anni, di Mazzarino; Angela La Mendola, 55 anni di Mazzarino; Santo Cagnina, 51 anni di Canicattì; Rosanna Orlando, 40 anni di Mazzarino; Patrizia Ferri, 51 anni, di Guidonia Montecelio; Luisa Drogo, 51 anni di Delia; Paolo Lauricella, 47 anni, di Caltanissetta; Danilo Tirrito, 40 anni di Caltanissetta; Paolo Biondo, 50 anni di Caltanissetta; Dario Galiano, 41 anni; Pietra Trupia, 52 anni di Palma; Pietro Salerno 60 anni di Palma di Montechiaro; Salvatore Di Bella, 45 anni, di Mazzarino; Fabio Gallo, 45 anni di Delia; Rosario Lo Maglio, 68 anni di Mazzarino; Calogero Sciascia, 57 anni, di Ravanusa; Calogero Sedita, 54 anni di Castrofilippo; Salvatore Amoroso, 54 anni di Palermo; Christian Fonti, 37 anni di Caltanissetta; Giuseppe Randazzo, 36 anni, di Delia; Giuseppe Montaperto, 53 anni di Favara; Giuseppe Piscopo, 52 anni di Favara; e Vincenzo Martines, 36 anni di Canicattì. 

Il principale procacciatore di clienti e coordinatore degli affari della banda era Benedetto La China, ogni occasione era buona per truffare. I fornitori gli davano credito perché erano molto convincenti, avevano uffici sparsi per mezza Sicilia e si promuovevano attraverso un sito internet”. Così il capitano dei carabinieri Gabriele Treleani, ex comandante della tenenza di Favara, aveva raccontato in aula le indagini che hanno portato all'operazione. Il processo è ormai agli sgoccioli. 

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