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Cronaca

"Cresta sui parcheggi con la complicità dell'attuale direttore del Parco", Parello difende Sciarratta

L'ex direttore dell'ente: "Si attivò con lettere e diffide nei confronti della ditta che non rispettava il contratto

"Sia Roberto Sciarratta che Maurizio Attanasio si attivarono per inviare diffide e contestazioni scritte e verbali alla coop "Lagana" che non garantiva quanto previsto dal contratto".

Lo ha detto in aula l'ex direttore del Parco archeologico di Agrigento, Giuseppe Parello, al processo per la presunta truffa dei parcheggi nella Valle dei Templi che ha fra gli imputati anche Sciarratta, suo successore da alcuni mesi alla guida dell'ente. La Procura ipotizza una vera e propria organizzazione a delinquere, della quale avrebbero fatto parte anche lo stesso Sciarratta, all'epoca - nel 2011 e nel 2012 - dirigente di un'Unità operativa e Attanasio, responsabile del procedimento di concessione delle aree, finalizzata a truffare il Parco. 

La Lagana, riconducibile a Carmelo Vella e ai figli Giuseppe e Sonia, in particolare – secondo l’ipotesi della Procura – violando le procedure previste dal bando e la convenzione stipulata fra il Comune e il Parco, avrebbe omesso di informatizzare la gestione del parcheggio, utilizzando le park card e applicando prezzi maggiori in modo da trattenere la differenza. Contestata anche la mancata corresponsione del canone annuo di 10 mila euro.

Nella lista degli imputati anche Alfonso Zammuto, 69 anni, altro responsabile della Lagana.

Il processo, in corso davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, è agli sgoccioli. Il 24 ottobre è in programma la requisitoria del pm.

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