L'inchiesta sui "furbetti" del reddito di cittadinanza, le card restano sotto sequestro

Il tribunale del riesame rigetta la richiesta della difesa di restituire le tessere

Foto archivio

Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di dissequestro presentata dai difensori degli indagati dell'inchiesta sui cosiddetti "furbetti del reddito di cittadinanza". Lo scrive oggi il quotidiano La Sicilia.

Nelle scorse settimane undici social card di altrettanti agrigentini, ritenuti illegittimi percettori del reddito di cittadinanza, sono state sequestrate. A procedere è stata la Guardia di finanza, su delega del procuratore capo Luigi Patronaggio e del sostituto Gloria Andreoli. 

Gli inquirenti hanno accertato che gli indagati, tutti con precedenti per reati legati alla criminalità organizzata di tipo mafioso e colpiti da misure cautelari personali, avevano avanzato ed ottenuto, senza averne titolo, istanza per ottenere il reddito di cittadinanza. Tutte queste persone sono state, inoltre, segnalate all'Inps, che ha fornito una preziosa collaborazione, per la revoca dell'erogazione del contributo illecitamente riscosso.

Secondo una prima stima, il danno già accertato per le casse pubbliche sarebbe di 300.000 euro. 

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