Società create per truffare l'Inps, riparte il processo: depone commercialista

E' ripreso - a distanza di 3 anni e mezzo dai rinvii a giudizio - il processo sulla presunta organizzazione che, sostiene l'accusa, "fabbricava" aziende che operavano nel settore agricolo

Ha deposto un commercialista che ha confermato come i rapporti di lavoro nelle coop fossero fittizi. La finalità sarebbe stata far risultare le assunzioni dei braccianti per incassare, una volta terminati i finti rapporti di lavoro, le indennità di disoccupazione, i contributi pensionistici e perfino i contributi per malattia. E' ripreso ieri - a distanza di 3 anni e mezzo dai rinvii a giudizio - il processo sulla presunta organizzazione che, sostiene l'accusa, "fabbricava" aziende che operavano nel settore agricolo. Il processo è in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara. 

Società inesistenti create a tavolino per truffare l'Inps, si blocca processo a 63 imputati

 L’indagine della Guardia di Finanza che ha passato al setaccio l’attività, in realtà ritenuta inesistente, di alcune società ha portato a 63 rinvii a giudizio. I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso e la truffa. I fatti risalgono al periodo compreso fra il 2010 e il 2013. Sono in particolare due – la “Angelina” e la “Verona” – le società fantasma che sarebbero state messe in piedi. I presunti componenti dell’organizzazione (il vincolo associativo, comunque, non è contestato a tutti) avrebbero poi pure creato delle aziende agricole individuali per la fittizia assunzione dei braccianti agricoli. 

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