Martedì, 23 Luglio 2024
Il provvedimento / Canicattì

"False assunzioni di braccianti agricoli per truffare l'Inps": 42 rinvii a giudizio

Sotto accusa il titolare di un'azienda e i presunti lavoratori "fantasma": l'ammontare del raggiro ammonta a circa mezzo milione di euro. Alcuni reati sono caduti in prescrizione. Non doversi procedere per altri 21 imputati

False assunzioni di braccianti agricoli per truffare l'Inps attraverso le domande di disoccupazione: in 43 finiscono a processo per l'ipotesi di reato di truffa. A disporre il rinvio a giudizio è stato il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli.

Per 21 imputati è stata emessa una sentenza di non doversi procedere fra proscioglimento nel merito e prescrizione. L'inchiesta ruota attorno all'azienda agricola di Canicattì di proprietà di Salvatore Giardina che avrebbe dichiarato falsamente la disponibilità di una vasta superficie di terreni. Le indagini sono state svolte dalla Guardia di finanza. 

Assunzione fittizia di braccianti agricoli per truffare l'Inps: chiesti 63 rinvii a giudizio

Lo stesso avrebbe stipulato l'assunzione fittizia degli altri lavoratori che poi avrebbero chiesto, ottenendola, l'indennità di disoccupazione senza averne alcun diritto. Il raggiro, in tutto, avrebbe fruttato 485mila euro. I fatti risalgono al periodo compreso fra il 2016 e il 2019.

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Ecco l'elenco degli imputati: Eduardo Giardina, 50 anni; Rosario Lo Manto, 68 anni; Giuseppe Pecoraro, 41 anni; Maria Lo Grasso, 57 anni; Carmela Russo, 43 anni; Salvatore Calì, 42 anni; Giacomo Di Vincenzo, 56 anni; Piero Daniele, 49 anni; Angelo La Mendola, 50 anni; Dino Giardina, 51 anni; Maria Concetta Capizzi, 45 anni; Salvatore Casciano, 45 anni; Giovanni Cucuzza, 47 anni; Pietro Capizzi, 55 anni; Giuseppe Timonelli, 33 anni; Georgiana Florentina Solomon, 29 anni; Tiziana Montagnino, 48 anni; Gioachino Rinallo, 45 anni; Gaetano Giardina, 35 anni; Christian Giardina, 33 anni; Lillo Messana, 50 anni; Salvatore Alioto, 55 anni; Mario Ciccotto, 56 anni; Renato Valentini, 62 anni, Calogero Buttafuoco, 61 anni; Agostino Brunco, 52 anni; Antonio Aprile, 56 anni; Francesco Di Rosa, 43 anni; Diego Milazzo, 59 anni; Diego Messina, 59 anni; Carlo Milazzo, 31 anni; Luca Montaperto, 23 anni; Costantin Romanescu, 46 anni; Emanuele Urso, 27 anni; Santo Sanguinè, 62 anni; Luciano Pallalardo, 27 anni; Bruno Massaro, 42 anni; Antonino Milazzo, 34 anni; Vincenzo Messina, 37 anni; Diego Aprile, 31 anni; Salvatore Urso, 61 anni; Antonella Urso, 38 anni; Leonardo Condello, 51 anni; Lusnay Alfonso, 44 anni; Calogero Amico, 31 anni; Silvana Lo Forte, 45 anni; Valentina Salvaggio, 39 anni; Andrea Gaspare Toscano, 39 anni; Patrizia Maria Concetta Di Perri, 52 anni; Francesco Corvo, 53 anni; Maria Cava Bongiovanni Rocca, 50 anni; Giuseppe Davide Barresi, 27 anni, Gabriela Phuma, 47 anni; Calogero Massaro, 54 anni; Giovanni Di Grigoli, 51 anni; Tonja Drogo, 43 anni; Maurizio Giorgio, 56 anni; Alexandra Havlinova, 52 anni; Giuseppe Lalomia, 38 anni; Marco Lentini, 37 anni; Giuseppe Spampinato, 43 anni; Salvatore Giardina, 61 anni e Diego Piazza, 76 anni. 

False assunzioni di braccianti, 63 indagati

All'udienza preliminare, i difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Calogero Meli, Barbara Garascia, Calogero Lo Giudice, Salvatore Iannello e Angelo Asaro) non hanno chiesto riti alternativi.

Lo Grasso, Russo, Calì, Luca Montaperto, Romanescu, Amico, Lo Forte, Salvaggio, Toscano, Di Perri, Corvo, Bongiovanni Rocca, Havlinova e Piazza sono stati prosciolti per non avere commesso il fatto. 

Per Lo Manto, Daniele, Montagnino, Messana, Alioto, Condello e Buttafuoco è stata emessa una sentenza di non doversi procedere per prescrizione. Il decorso del tempo ha reso non punibile anche parte delle condotte contestate ad altri imputati. 

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