"Ho comprato una casa pignorata, adesso sono rovinata": racconto choc di ex consigliere comunale

I fratelli Mario ed Ettore Li Causi e Sergio Li Causi, figlio di Ettore, fra i più noti costruttori agrigentini degli ultimi venti anni, imputati di truffa

Oltre 250 mila euro per acquistare un immobile nei pressi di via Mazzini: la casa, però, frutto di mille sacrifici personali, che peraltro sarebbe stata ceduta senza un vero e proprio atto notarile ma solo con una promessa di vendita, era gravata da un'ipoteca e sta per essere pignorata. I fratelli Mario ed Ettore Li Causi e Sergio Li Causi, figlio di Ettore, fra i più noti costruttori agrigentini degli ultimi venti anni, due dei quali (padre e figlio) alla ribalta anche per avere, di recente, denunciato i loro estorsori, finiscono a giudizio per truffa. Ieri mattina, davanti al giudice Micaela Raimondo, sono stati ascoltati i due coniugi che hanno acquistato l'appartamento al centro del processo.

"Sono stata truffata - ha detto in aula Carmela Vaiana, ex consigliere comunale - e adesso rischio di restare senza un tetto perchè posso essere sfrattata. Se accadrà metterò una tenda davanti al tribunale". I due coniugi sono stati interrogati a lungo dal pubblico ministero Emiliana Busto, dai loro stessi avvocati di parte civile Alfonso Neri e Salvatore Pennica e dal difensore degli imputati, l'avvocato Rosa Salvago. "Abbiamo stipulato il preliminare di vendita, per ottenere il trasferimento ci siamo rivolti al giudice. In un secondo momento ci siamo accorti, nonostante le rassicurazioni del notaio, che c'era un'ipoteca sull'appartamento perchè i Li Causi non avevano onorato un mutuo con una società relativo al terreno. La banca ce lo ha pignorato, adesso siamo nei guai". 

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