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La statistica

Troppi “pazzi” in provincia? Confcooperative: “Il problema è che mancano le comunità terapeutiche assistite”

La carenza di tali strutture comporta maggiori ricoveri nelle comunità alloggio: la differenza “anomala” tra Agrigento e altri territori siciliani nasce proprio da questo

La città dei templi nell’immaginario collettivo rimane, complici Pirandello ed un ex ospedale psichiatrico ancora “vivo” nella memoria degli agrigentini, una ”città di pazzi”. La diffusione dei recenti dati che indicano il “peso” della follia su scala più ampia (su tutto il territorio provinciale nello specifico) indicano una presenza anomala e ben più consistente rispetto ad altre realtà siciliane ma tali numeri, secondo Confcooperative, sono fortemente condizionati dalla carenza delle cosiddette C.T.A, ovvero le comunità terapeutiche assistite.

“L’argomento - dice Antonio Matina, presidente di Confcooperative Agrigento - per la sua delicatezza e per il dovuto rispetto di chi soffre, va affrontato in maniera razionale e documentata. Il Comune di Agrigento, in atto, assiste in regime residenziale in comunità alloggio 40 persone. In tutta la provincia abbiamo in totale 484 persone ospiti delle comunità alloggio per la disabilità mentale. La sola schizofrenia come patologia psichiatrica incide per lo 0,4% sulla popolazione e il 50% di essa vive in condizioni di disagio socio-economico (povertà, assenza di supporto familiare, abuso di sostanze, problemi con la giustizia). Il solo Comune di Agrigento ha una popolazione adulta che conta 48.000 persone. Sono 192 quelle potenzialmente affette da schizofrenia e metà di esse (96) sono quelle che verserebbero in una condizione di bisogno socio-assistenziale-sanitario: ne assistiamo appena 40.

Agrigento, una provincia di "pazzi"? Qui quasi il doppio della media: Comuni in ginocchio

La nostra provincia ha una popolazione adulta che conta circa 340.000 persone e potenzialmente 680 di essi necessiterebbero un supporto sociosanitario, solo 484 ricevono ad oggi assistenza.

Il Comune di Favara ha in atto 76 ricoverati con una popolazione adulta di 26.000 abitanti: numeri che indicano come questa città rientra sotto la soglia della media (104 potenziali).

Abbiamo dunque visto che i numeri non sono così eclatanti, ma rimane la questione sul perché esistono queste differenze di ricovero in comunità alloggio rispetto ad altre province dell’isola.

Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo prima chiederci: quali tipologie assistenziali in regime residenziale la Sicilia offre alla disabilità mentale? Sono due: le comunità terapeutiche assistite (le C.T.A. appunto che sono strutture prettamente sanitarie che gravano sul fondo sanitario regionale) e le comunità alloggio (oggetto della questione, che gravano per la stragrande maggioranza sugli enti locali)”.

Confcooperative, a tal proposito, svela un aspetto molto importante: a Catania ci sono 18 C.T.A., a Palermo se ne contano 9 e ad Agrigento soltanto 3.

“In tutta la regione - aggiunge Matina - sono 1.500 i posti totali in C.T.A. su una popolazione totale assistita in regime residenziale di circa 3.700 inabili mentali. La differenza (2.200) trova collocazione nelle comunità alloggio. E’ dunque ovvio che, dove sono meno le C.T.A., abbondano i ricoveri in comunità alloggio. La differenza tra Agrigento e le altre province, dunque, consiste proprio in questo. Conscio che la polemica dà celebrità, ma ancor più consapevole che con essa, si cessa di perseguire la verità che è il punto di inizio per la ricerca delle soluzioni. Per stare al pensiero pirandelliano, basta poco per essere pazzi “basta gridare la verità in faccia a tutti, loro non ci crederanno e ti prenderanno per pazzo!”.

Confcooperative, in quanto principale organizzazione di rappresentanza del settore cooperativo sociale, si rende disponibile come sempre, ad essere partecipe costruttivo e propositivo al tavolo con la pubblica amministrazione sulla tematica in essere e su tutti quei servizi che interessano la sfera della fragilità”.

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