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La sentenza / Cammarata

"Ferì il genero con un colpo di sega", condanna definitiva per un palmese

Si tratta di Luigi Bracco, 66 anni, di Palma di Montechiaro, accusato di lesioni aggravate ai danni del genero Epifanio Cammarata

Cinque mesi e dieci giorni di reclusione, ovvero poco più della metà di quelli inflitti in primo grado per effetto di una parziale assoluzione e del riconoscimento delle attenuanti della provocazione e gli stessi già inflitti in sede d'appello. La notizia è riportata dal quotidiano La Sicilia di oggi. 

La Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di Luigi Bracco, 66 anni, di Palma di Montechiaro, accusato di lesioni aggravate ai danni del genero Epifanio Cammarata, che avrebbe ferito a colpi di sega all'interno della sua auto.

Bracco - che è stato già condannato, insieme al figlio, per l'accusa di tentato omicidio ai danni dello stesso Cammarata, che sarebbe stato bersaglio di alcuni colpi di arma da fuoco per via della relazione sgradita con la moglie, figlia dell'imputato - il 2 aprile del 2019 lo avrebbe aggredito con una sega di 25 centimetri.

Il sessantacinquenne, che ha sostenuto di essere stato minacciato da Cammarata e di avere impugnato la sega per difendersi, avrebbe incontrato il genero, che si trovava in auto insieme al figlio e, dopo una serie di sguardi minacciosi e insulti reciproci, lo avrebbe colpito con un serracolo ferendolo alle mani. 

Cammarata, che riportò ferite con una prognosi stimata in 20 giorni, sarebbe riuscito ad evitare il peggio spostandosi in maniera repentina sul sedile accanto.

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