Lunedì, 22 Luglio 2024
L'intervento

Trent'anni dalla strage di via D'Amelio, Patronaggio: "Globale arretramento politico-culturale su impegno antimafia"

L'ex capo dei pm di Agrigento e adesso procuratore generale di Cagliari: "La scommessa era crescita economica nella legalità, il risultato è stato assistenzialismo di basso profilo su un tessuto sociale opaco e refrattario che è rimasto sottoproletariato urbano incolto e compiacente"

"Nella trentennale ricorrenza della strage di via D'Amelio, mentre si arrotano le più eleganti e retoriche frasi per l'occasione, va drammaticamente registrato un globale arretramento politico-culturale sul tema dell'autentico impegno antimafia. Mentre nelle strade di Palermo si vivono ore drammatiche fra omicidi ed attività predatorie ai danni della libera impresa, con il racket della droga oggi totalmente controllato da Cosa Nostra, a Roma ci si barcamena fra codicilli e commi per portare a termine una tortuosa riforma, pure legittimamente imposta dalla Cedu e dalla Corte Costituzionale, dell'ordinamento penitenziario.
Già fra qualche giorno avremo tribunali di Sorveglianza inondati da istanze di condannati per mafia per ottenere semilibertà, permessi premio ed altri benefici, prima loro preclusi". Lo ha detto, a pochi giorni fal trentennale della strage che uccise il magistrato Paolo Borsellino, Luigi Patronaggio: ex procuratore capo di Agrigento e attuale procuratore generale di Cagliari.  

"La vera commemorazione, affinché il sangue dei nostri eroi non sia stato versato invano, passa allora attraverso una seria riflessione politica e giuridica sul complesso della normativa antimafia che con troppa, talvolta interessata, premura, si ritiene obsoleta, emergenziale ed inattuale - ha spiegato Patronaggio - . Se si considerano le condizioni di povertà economica e di precariato sociale in cui versano interi quartieri di Palermo, ma anche di Agrigento non può che prendersi atto di un fallimento del fronte legalitario e antimafia. La scommessa era crescita economica nella legalità, il risultato è stato assistenzialismo di basso profilo su un tessuto sociale opaco e refrattario che è rimasto sottoproletariato urbano incolto e compiacente".

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