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(foto archivio)

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Trenitalia, in Sicilia a rischio 500 posti di lavoro

I segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia, scrivono una lettera aperta al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, allarmandolo per la critica situazione che potrebbero vivere le isole

Continua il processo di desertificazione del trasporto ferroviario in Sicilia: Trenitalia riduce ancora il numero dei treni del servizio regionale, dal 29 luglio prossimo saranno 38 in meno, taglio che comporterà la riduzione di 500 posti di lavoro fra personale Trenitalia e del settori appalti, e a settembre previsto un ulteriore riduzione del numero dei convogli. 

 
“Così alcune città siciliane rischieranno il totale isolamento" affermano in una lettera inviata al presidente della Regione Raffaele Lombardo, all'assessore regionale alla Mobilità Andrea Vecchio, ai vertici di Trenitalia, lanciando l'allarme sulla desertificazione del servizio di trasporto ferroviario regionale, i Segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia Franco Spanò, Amedeo Benigno e Angelo Mattone. Ad essere tagliati saranno alcuni treni delle tratte Palermo - Trapani, Palermo - P.Raisi, Palermo - Catania, Catania - Caltanissetta, Siracusa - Gela  e viceversa.  
 
“E' inaccettabile, riteniamo opportuno - aggiungono -  che la Regione Sicilia esegua un controllo sulle soppressioni messe in atto da Trenitalia e richieda il ripristino dei treni in orario, invertendo il processo di desertificazione. Chiediamo subito  l’avvio di in confronto e invitiamo la Regione a diffidare Trenitalia dall’effettuare gli ulteriore tagli programmati”.
 
“Ci chiediamo - dicono - che fine hanno fatto i 55 milioni di euro stanziati per l'acquisto di nuovo materiale rotabile. Non è stato ancora firmato infatti il contratto di servizio tra la Regione  e Trenitalia, uno strumento indispensabile per porre le basi ad un  serio piano di programmazione e sviluppo del trasporto ferroviario al fine di garantire ai  cittadini siciliani un servizio efficace, efficiente, moderno ed economico. Non possiamo più accettare questi ritardi.” 
 
“In un momento di gravi crisi economica - spiegano -  in cui si dovrebbe rilanciare la mobilità collettiva locale tra le province siciliane - scrivono nella lettera -, stiamo assistendo ad un fenomeno di vera e propria desertificazione del territorio siciliano da parte di Trenitalia, non è più sostenibile e accettabile il taglio dei treni che sopprimono ben quasi 40 treni sui  410 attualmente programmati”. 
 
“Siamo fortemente preoccupati – concludono i tre Segretari di Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia - per la grave situazione di disagio che subiscono i lavoratori del trasporto ferroviario e dell’indotto insieme ai cittadini siciliani”.
 

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