Lunedì, 22 Luglio 2024
Tribunale / Canicattì

"Travolto e ucciso da un treno mentre raccoglie asparagi": rinviato a giudizio dirigente Rfi

Giovanni Di Grigoli, bracciante agricolo di 48 anni fu investito dal convoglio: secondo quanto hanno accertato le indagini, l'incidente sarebbe stato provocato dalla presenza di un grosso arbusto che ostruì la visuale al macchinista

Travolto e ucciso da un treno mentre raccoglieva asparagi accanto a un binario: un dirigente di Rete ferroviaria italiana finisce a processo per omicidio colposo.

Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha disposto il rinvio a giudizio di M.M., 49 anni, di Terrasini, finito sotto inchiesta per la morte di Giovanni Di Grigoli, il 48enne di Canicattì travolto e ucciso 4 anni fa da un treno lungo la tratta che collega Canicattì con Agrigento, all’altezza del Ponte obliquo.

La tragedia è avvenuta la mattina del 30 marzo del 2019: poche ore più tardi, forse per il dolore per quanto accaduto, è morto anche il padre 71enne del bracciante. 

Treno travolge e uccide bracciante: stava raccogliendo asparagi

Al responsabile di Rfi viene contestata la mancata rimozione di un arbusto che, in prossimità del punto in cui Di Grigoli è stato travolto dal treno, avrebbe impedito al macchinista di accorgersi della presenza dell’uomo nei pressi dei binari e, quindi, arrestare la corsa. I familiari di Di Grigoli si sono affidati a Giesse Risarcimento danni, gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti mortali con sede a Canicattì e nel procedimento penale sono stati assistiti dall’avvocato Rita Parla. E' proprio Giesse, con una nota, a dare notizia del rinvio a giudizio e ricostruire la vicenda.

Al verdetto si è arrivati dopo che i legali di Giesse si sono opposti all'archiviazione del caso da parte del pubblico ministero Cecilia Baravelli. 

VIDEO. Le immagini dell'incidente ferroviario

"A nostro avviso sussistevano profili di responsabilità molto evidenti – commenta Diego Ferraro, responsabile di Giesse Canicattì – I nostri tecnici già durante un primo sopralluogo avevano rilevato infatti la presenza proprio nei pressi del punto di impatto, di un albero di alloro che poteva avere chiaramente ostruito la visuale del macchinista".

Da lì la decisione del gip Stefano Zammuto di disporre nuove indagini fino alla nomina di un collegio di consulenti e il rinvio a giudizio. 

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