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Venerdì, 1 Marzo 2024
Microcriminalità / Santa Margherita di Belice

Tranciano e rubano cavi di rame di una cantina, danno per oltre 100 mila euro

I ladri hanno avuto vita facile visto che hanno utilizzato un trattore agricolo, di proprietà della stessa società, che era stato lasciato parcheggiato nel piazzale

Hanno utilizzato un trattore, lasciato posteggiato nel parcheggio dell’attività, e hanno tranciato i cavi di rame dell’impianto di illuminazione elettrica della cantina Corbera. “Cacciatori” di “oro rosso” scatenati nell’area Saccense dove, dopo il furto di numerosi cavi elettrici dello “Sciacca Mare”, hanno razziato anche i cavi di rame della cantina che sorge lungo la strada statale 188, in territorio di Santa Margherita di Belìce. Il provocato all’azienda è stato di 100 mila euro. Esattamente lo stesso danno arrecato, a metà mese, al complesso di hotels di Sciacca.

A formalizzare la denuncia, a carico di ignoti, è stata una dipendente della società. I carabinieri della stazione di Santa Margherita di Belìce, coordinati dal comando compagnia di Sciacca, hanno immediatamente informato la Procura della Repubblica e avviato le indagini. Il furto dovrebbe essere stato messo a segno fra le ore 16 e le ore 9 dell’indomani, quando di fatto la cantina era chiusa. Verosimilmente la banda ha agito durante la notte, ossia quando nessuno poteva vederli o sentirli. I ladri hanno, fra l’altro, avuto vita facile visto che per rimuovere i cavi della corrente elettrica dalla loro allocazione hanno utilizzato un trattore agricolo, di proprietà della stessa società, che era stato lasciato parcheggiato, forse come sempre, nel piazzale.

Fu decisamente più complicato forse il furto messo a segno allo “Sciacca Mare” visto che i malviventi dovettero intrufolarsi all’interno dei cunicoli sottostanti al complesso. Anche delle indagini su questa precedente razzia – che dovrebbe essere avvenuta fra il 7 e il 16 dicembre - si stanno occupando i carabinieri. Inevitabile, di fatto, l’interrogativo: c’è sempre la stessa mano dietro? Spetterà naturalmente ai militari dell’Arma, mettendo dei punti fermi nelle due inchieste, stabilirlo.   

Non ci sono informazioni, per il furto di cavi di rame alla cantina Corbera, sull’eventuale presenza di impianti di videosorveglianza posti a presidio dell’attività. Qualora eventuali telecamere fossero state attive, è scontato che i carabinieri hanno già verificato se emerge o meno qualcosa dai filmati registrati.

Era da un po’ di tempo che non si vedevano, né a Sciacca, né nel resto dell’Agrigentino, “cacciatori” di “oro rosso” in azione. Adesso invece, nel giro di poche settimane, si sono registrati, sempre nell’area Saccense, due importati furti di cavi di rame. C’è stato un tempo, diversi anni addietro, in cui questo genere di furti erano praticamente sistematici. Poi però il fenomeno è sembrato, tranne qualche raro episodio appunto, rallentare. 

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